“Artissima Unplugged nasce dal concetto di ‘Stasi Frenetica’, che ironizza contro una politica che parla e che continua a fare proclami senza agire, contro l’idea di un’accelerazione immobile, e che oggi diviene espressione di una condizione non più metaforica ma reale, che ci accomuna tutti – si pensi ad esempio all’essere chiusi in casa e continuare a lavorare all’interno dello spazio domestico – come criceti che corrono su di una ruota”.

Con questa metafora, Ilaria Bonacossa esprime la necessità di riflettere sul mondo che circonda e di reinventarci, come Artissima ha fatto in questi giorni, cambiando pelle e format. Due sono i filoni che segue questa inedita edizione della fiera, l’esposizione analogica e fisica degli oggetti e la sperimentazione digitale con progetti innovativi, che non si traducano in una semplice viewing-room degli stand ma che offrano dei contenuti e dei servizi più interattivi, a contatto – seppur a distanza – con artisti e curatori.

Per garantire alle gallerie partecipanti – di cui il trenta percento internazionali – la possibilità di esporre fisicamente gli oggetti, Fondazione Torino Musei ha offerto i propri spazi aprendo le porte di GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo MadamaMuseo Civico d’Arte Antica e MAO Museo d’Arte Orientale. Ripensando ad una modalità di fruizione più dilatata nel tempo rispetto ad una fiera tradizionale – dal 7 novembre 2020 al 9 gennaio 2021 – i galleristi avranno la possibilità di presentare le loro opere, lavorando coralmente e collettivamente sul tema della Stasi Frenetica. Le mostre allestite nei tre musei presenteranno delle sezioni storiche di Artissima: Main Section, New Entries (in collaborazione con Valerio Del Baglivo) e Dialogue/Monologue.

“Questa modalità mista offre l’occasione di rivedere dal vivo gli oggetti – oggi siamo infatti passati dalla fair fatigue alla viewing-room fatigue – ed è in linea con la finalità principale della fiera, portare vitalità alla città di Torino, città che ha risposto e collaborato attivamente al progetto”
In continuità con interventi del passato, come Artissima Sound, Ilaria Bonacossa mostra come la fiera sia sempre in prima linea nella sperimentazione di nuove modalità per la mostra di opere in vendita.

HEIKE-KARIN FÖLL Installation view of the solo exhibition “Speed”, KW Institute for Contemporary Art, Berlin, 22 June-1 September 2019 Courtesy the artist and KW Institute for Contemporary Art, Berlin
BETHAN HUWS Tour 2007 White glass tube with argon-neon mounted on Perspex 75 x 45 x 45 cm Courtesy the artist and Vistamare/Vistamarestudio, Pescara, Milan

Questa sperimentazione si traduce anche nei progetti digitali. Fin dal 2017, Artissima Digital ( www.artissima.art.) raccoglie il catalogo virtuale delle opere, degli artisti e delle gallerie presenti in fiera. La piattaforma sarà aperta dal 5 novembre al 9 dicembre 2020 ed è stata quest’anno arricchita di nuove funzionalità per permettere a chiunque, comodamente dal proprio smartphone o pc, di fruire dei contenuti in maniera interattiva.

Le sezione curate trovano invece spazio nella piattaforma Artissima XYZ, online dal 3 novembre al 9 dicembre 2020. “Il riferimento agli assi cartesiani e alle ultime lettere che compongono l’alfabeto sottolinea il carattere cross-mediale della piattaforma che permette di andare oltre la semplice visione delle opere”. Ilaria Bonacossa sottolinea la volontà di rendere l’esperienza del visitatore della piattaforma realmente attiva e relazionale, attraverso la possibilità di partecipare a virtual tour proposti dai curatori o di esplorare un artista e di approfondirne la poetica e la lettura critica, mediante contenuti fotografici, video, interviste e podcast, curati dalla galleria stessa o dal team curatoriale Ordet (Edoardo Bonaspetti, Stefano Cernuschi e Anna Bergamasco). Tre sezioni e trenta artisti per trenta gallerie (dieci per ogni sezione), questi i numeri di Artissima XYZ. La prima sezione è “Present Future”, curata da Ilaria Gianni e Fernanda Brenner e dedicata agli artisti under 40. Segue “Back to the Future”, sezione che presenta opere realizzate in un preciso lasso di tempo – quest’anno il periodo compreso va dal 1960 al 1999 – e curata da Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar. Chiude la sezione “Disegni” a cura di Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge.

EDU DE BARROS View of the solo exhibition “CROPPED (first cut)”, Sé galeria, São Paulo, 2020 Curated by Clarissa Diniz 
SIMON DENNY Power Vest 6 2020 Scarf formerly owned by Margaret Thatcher, Patagonia M’s Down Sweater Vest parts, Down sourced from second hand San Francisco garments, Ripstop Nylon, Salesforce and Quip embroidered logos, wood, glass, photo paper, cardboard 134 x 153 x 23 cm Courtesy the artist and Altman Siegel, San Francisco