• Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015
  • Ariel Orozco ESPACIOS SIN ESPACIO, 2011 Courtesy Knoerle & Baettig Contemporary, Winterthur
  • Julie Ault. Work by Matt Wolf. Afterlife, Whitney Biennial 2014
  • Christopher Williams The Production Line of Happiness at MoMA, 2014
  • Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015
  • Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015
  • Aldo Spoldi (Met Levi) Studies of Teatro di Oklahoma: Whisky Quiz, 1976 Courtesy Galleria Antonio Battaglia
  • Body Measurements, Henry Dreyfuss Associates, MIT Press 1974
  • Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015
  • Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015
  • Lucio-Fontana-Concetti-Spaziali-veduta-della-mostra-presso-la-GAM-Torino-2015
  • Elena Nemkova Given the choice, people prefer institutional arrangements in which those who over consume common-property resources are punished, 2011 Courtesy Galerie Sisso, Paris
  • Less Cool and More Boring, Will Bryant

Da Giovedì 8 Ottobre Lucrezia Calabrò Visconti, in collaborazione con Artissima, sta curando il blog Ketchup Drool, un conto alla rovescia “alfabetico” in attesa dell’apertura della fiera. Ogni giorno la curatrice presenta un lavoro che troveremo tra gli stand in fiera attraverso una selezione di link, video, gif, PDF e materiali non meglio identificabili trovati sul web.

L’ultimo post è dedicato alla lettera N: [N]ORM: THE MODEL BODY

Le abbiamo fatto qualche domanda per capire in che modo è nato e si è sviluppato il progetto.

ATP: Il Ketchup drool è quel liquido che si forma sul ketchup se non agitiamo bene la bottiglia prima di versarlo. Perché hai deciso di chiamare in questo modo il progetto?

Lucrezia Calabrò Visconti: Come il liquidino che cola prima del ketchup, anche i post di KD sono un’anticipazione del vero succo (Artissima), ma ibridato con materiali dal web di ogni genere – dal testo integrale trovato abusivamente in pdf a immagini delle più svariate, alle gif stupide. In secondo luogo c’è un gioco di parole su Ketchup = Catch Up, come “aggiornamento” sulla fiera (immagino non lo avrà notato nessuno, ma ora ATP lo sa!), e mi piaceva molto il fatto che la connotazione con cui il termine si usa di solito sia fastidiosa o comunque un po’ schifosa, e decisamente da “urban dictionary”: vorrei che il titolo ponesse subito i lettori in quell’ottica a basso profilo e ironica da cui di solito nascono spunti interessanti ma onesti. Per un motivo di reperibilità dei materiali la rubrica è in inglese, quindi forse è stato coerente usare un termine internazionale, ma all’inizio volevo trovare un corrispettivo italiano o torinese al ketchup drool (peccato che la bagna cauda suonasse così male).

ATP: In che modo è nata l’idea del conto alla rovescia usando l’alfabeto?

LCV: Prima di tutto mi serviva impormi un limite di qualche genere: senza usare un criterio limitante avrei rischiato di parlare solo di artisti e progetti che mi interessano personalmente, facendo una specie di esercizio di gusto abbastanza sterile, credo. Ovviamente è inevitabile che i miei gusti trapelino un minimo, ma il limite dell’alfabeto mi porta a cercare criteri interni di coerenza diversi dal semplice “mi piace”, e a concentrarmi di più sui materiali che mi trovo davanti. L’alfabeto mi riportava a un immaginario scolastico da “bignami” a scuola che trovo divertente, ma ha anche una tradizione grandiosa alle spalle, ad esempio è stato usato come escamotage da Warhol e c’è la famosa intervista-abbecedario a Deleuze… Materiali che non fa mai male divulgare a loro volta !

ATP: In ogni post presenti un insieme di informazioni, principalmente video, pdf, articoli e gif, che creano un contesto in cui fruire meglio uno dei lavori che sarà presente in fiera. In che modo scegli gli artisti e le informazioni a cui accostarli?

LCV: Ho cercato in generale di pormi in un’ottica auto-ecologica, andando per esclusione verso quello che poteva essere NON dannoso rispetto a un universo già supercomplesso come quello della fiera. Prima di tutto ho pensato di concentrarmi sugli artisti e i loro progetti, ovvero il motivo per cui tutti siamo qua, nonostante venga spesso dimenticato (non voglio fare la moralista ma mi sembra abbastanza oggettiva come problematica). La scelta degli artisti avviene sulla base della parola del giorno, e viceversa, a seconda degli spunti che trovo nei lavori. A partire dagli artisti cerco poi i materiali in modo abbastanza schizofrenico, perché lavoro sul doppio piano del cosa mi divertirebbe vedere come fruitrice del web e cosa mi sarebbe davvero utile trovare come fruitrice di arte contemporanea: per questo accanto alle gif di tumblr si possono trovare materiali estremamente classici rispetto al tema proposto, a volte anche banali per un “addetto ai lavori”. Ad esempio, tantissimi avranno già letto colonne portanti dell’arte contemporanea come Sculpture in the expanded field della Krauss, o il catalogo di Macchine Celibi di Szeemann, ma se non avevano la versione integrale dei testi originali in pdf ora la possono trovare sul blog. Mi sembrava un “servizio” utile anche per un pubblico generico, o per un pubblico che si avvicina adesso all’arte contemporanea (anche se Artissima è una fiera commerciale, oltre ai collezionisti ci sono tantissimi window-shopper senza portafogli tra i visitatori: appassionati, studenti e curiosi che vanno in fiera come andrebbero a una mostra, ed è anche a loro che volevo pensare). Il rischio nel fare un progetto del genere oggi è di sicuro il fatto che nell’arte contemporanea essere criptici è sempre più figo che cercare di approfondire le cose, però essere inattuale non mi dispiace troppo alla fine.

ATP: Questa primavera hai aperto a Torino lo spazio indipendente CLOG Projects. Trovi esista un punto comune tra l’attitudine con cui porti avanti Ketchup Drool e i progetti di CLOG? 

LCV: Bella domanda! Ci sono alcuni elementi che ritornano: intanto anche CLOG nasce da una connotazione un po’ schifosa, perché clog significa intasare, è quel rimasuglio di materiale che intasa i tombini perché non riesce a oltrepassare i buchi della griglia. Fuor di metafora, CLOG è nato da due menti molto diverse (la mia e quella di Cosimo Piga), per avere un posto dove fare i progetti che sentiamo l’esigenza di fare, ma che non possiamo proporre in un contesto istituzionale. Questo è un po’ nello spirito anche di Ketchup Drool: di sicuro Artissima non avrebbe potuto invitare Jerry Saltz in fiera a parlare male delle fiere, mentre su KD io sono libera di citarlo, come se voglio fare una copia non autorizzata di una scultura di Fischli e Weiss non posso farlo in un museo (non ancora, per lo meno) ma posso tranquillamente farlo da CLOG. Insomma, di sicuro c’è l’attitudine comune a non pensare al politically correct e nemmeno al modo politically correct di non essere politically correct, il che, finché me lo lasciano fare, è una cosa che mi diverte molto!

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Immagine di presentazione di Ketchup Drool

Immagine di presentazione di Ketchup Drool

Hayv Kahraman The Translator, 2015 House in Gaylani, 2014 Courtesy The Third Line, Dubai

Hayv Kahraman The Translator, 2015 House in Gaylani, 2014 Courtesy The Third Line, Dubai

Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015

Ketchup Drool: An Alphabetical Countdown to Artissima 2015