Artissima Fair – Photo: Perottino – Piva – Bottallo / Artissima

Schermi neri con grandi buchi per ‘spiare’: l’immagine coordinata presenta nel migliore dei modi le novità di Artissima 2019. La 26° edizione che sarà ospitata presso l’Oval di Torino dal 1 al 3 novembre 2019, riserva non poche sorprese, tra mostre, progetti, proposte e importanti collaborazioni che da sempre connotato una fiera che vuole (e spesso riesce) ‘fare sistema’. Ci racconta Artissima 2019 la direttrice Ilaria Bonacossa che in conferenza stampa, in poco più di 20 minuti, snocciola le novità, i protagonisti e il tema ‘forte’ della prossima edizione: la dialettica tra desiderio e censura.

Prima che lei prenda parola, sono intervenute Barbara Modugno, Responsabile Group Cultural Sponsorship di Unicreditt, Main Partner della Fiera e Cristina Mossino, amministratore unico di Artissima. Modugno ha posto l’attenzione sulla stringente interrelazione esistente tra cultura e potenziamento economico – nelle sue parole “la cultura ha un effetto moltiplicatore sull’economia perchè è proprio lo sviluppo culturale a sostenere il corrispettivo economico”. Mossino, ripercorrendo brevemente il trascorso della Fiera e le sue principali problematicità, ricorda come l’iniziativa abbia raggiunto un successo di pubblico notevole, contando l’anno appena trascorso “55 mila presenze rappresentative di un pubblico trasversale, composto da collezionisti, professionisti, amatori e curiosi”.  Ilaria Bonacossa, che ha tracciato uno stringato quanto esaustivo resoconto delle proposte, delle innovazioni e dei temi cardine di questa edizione.

 “Quest’anno Artissima ospiterà  in totale 208 gallerie: un’ottima notizia se consideriamo la presenza di Gallerie che non venivano in fiera da molti anni o di realtà provenienti da paesi quali Lituania e Uruguay. L’arte contemporanea non può avere confini geografici e la Fiera deve anzi restituire uno spaccato di respiro internazionale sulle più interessanti ricerche artistiche coeve. Per questa 26ª edizione il nostro lavoro si è focalizzato sul sostenere questa identità di ricerca e d’avanguardia – con tutti i rischi che ciò può comportare – in quanto Artissima vuole rimanere un trampolino di lancio per artisti emergenti e giovani gallerie. Il tema che abbiamo deciso di affrontare ha un carattere trasversale e si esplica nella dialettica desiderio/censura. L’obiettivo che ci poniamo è quello di stimolare una riflessione sulle ambizioni e sulle utopie contemporanee in relazione a tale assunto e sul nostro rapporto con le immagini in una società che da un lato è sempre più libera, ma che dall’altro appare sempre più spesso dominata da algoritmi che scelgono quali immagini o quali pagine mostrare. L’arte si è da sempre posta in rapporto con il tema della censura, creando quelle che Deleuze e Guattari hanno definito delle ‘linee di fuga’. Gli artisti così, rompendo determinati tabù, hanno progressivamente trasformato le abitudini sociali.” 

Artissima Fair – Photo: Perottino – Piva – Bottallo / Artissima

Il tema è letteralmente scottante. Un primo significativo cambiamento appare quello della veste grafica di Artissima a cura dallo studio torinese FIONDA, guidato da Roberto Maria Clemente che, oltre a rinnovare visivamente il volto della Fiera, sottende degli interessati rimandi al macro-tema di desiderio e censura. La texture costituita da elementi geometrici vuoti genera infatti “una sorta di filtro nero che apre su alcuni parti di un’immagine, sia svelando i dettagli di un’immagine nascosta, sia mostrando alcune frasi e sottolineando appunto quell’idea di vedere e sapere di più” fondante nella controffensiva alla censura. Ed è proprio in relazione all’indagine sul concetto di desiderio e di soggetto desiderante che si articola una delle iniziative più sperimentali e “imprevedibili” di Artissima 2019.
“Uno dei progetti più importanti di quest’anno sarà una mostra ospitata negli spazi della storica boutique torinese Jana, una proposta sperimentale anche per il format, essendo composta da opere in vendita provenienti da diverse gallerie. Guido Costa e Lucrezia Calabrò Visconti cureranno questa esposizione – nata da un’idea di Bonacossa che ci introduce nel mentre alla rassegna – sul tema del desiderio e avente la provocatoria peculiarità di essere vietata ai minori di 18 anni. Il titolo della mostra, Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipments, è tratto dall’omonimo saggio della filosofa italiana Luciana Parisi”. Il progetto si modella sull’orientamento sperimentale e non convenzionale di Artissima e si dimostra  in questo senso un terreno curatoriale piuttosto stimolante.
In una delle #ArtissimaPills. Fresh news from the art world – programma di interviste a cura di Edoardo Bonaspetti, Stefano Cernuschi e Anna Bergamasco presentato per l’edizione 2019 – mostrataci in anteprima nel corso della conferenza, i curatori Costa e Calabrò Visconti forniscono ulteriori indicazioni sul progetto.
“Abstract Sex – ci comunica da un filmato iPhone pre-registrato Guido Costa – parte da alcune pagine del filosofo Paul B. Preciado, riferimento fondamentale nella costruzione dell’intera mostra, che cercano di investigare quali siano le frontiere e le modalità del desiderio, dell’erotismo e della sessualità in riferimento alla produzione artistica di giovani contemporanei”. Tra i tanti artisti invitati Guido Costa ricorda in particolare Tom of Finland, uno è uno dei pilastri dell’immaginario erotico da almeno mezzo secolo, e Marcel Bascoulard, che ci restituisce invece l’immagine di un erotismo grottesco e patetico”. “In definitiva – conclude Lucrezia Calabrò Visconti – la mostra Abstract Sex crea nuove alleanze tra concetti, corpi, oggetti e dispositivi in un’ottica trasversale tra virtualità e materialità, cercando di produrre immagini e rappresentazioni differenti del concetto di desiderio”. Abstract Sex apre così la strada ad una serie di progetti speciali proposti a corollario di Artissima così che, dall’elemento corporeo e sessualizzato si passi ad un altro topic, altrettanto attuale seppur maggiormente “virtuale”.

“Continuando la ricerca sul suono e sull’arte che indaga il nostro rapporto con le parole – riprende la Direttrice Bonacossa, ideatrice della stessa rassegna – quest’anno alle OGR – Officine Grandi Riparazioni presenteremo Artissima Telephone, un progetto a cura di Vittoria Martini, in cui il pubblico avrà così modo di rapportandosi con opere in cui tale strumento assurge a mezzo espressivo artistico. Tale ricognizione risponde in qualche maniera al nostro essere ossessivamente dipendenti da tali devices-protesi, proponendo una lettura sensibile all’evoluzione intergenerazionale del loro utilizzo.”

Ma Artissima allunga il proprio sguardo oltre i confini di Torino andando ad istituirete l’anno corrente, in collaborazione con Fondazione Torino Musei, il programma Hub Middle East che si configura come una ricognizione puntuale delle realtà del contemporaneo presenti in Medio Oriente, territorio di cruciale rilievo per gli sviluppi del sistema dell’arte. Le ragioni di tale focus speciale sono state attentamente analizzate da Bonacossa, che ha ribadito l’impegno e l’apertura internazionale di cui la fiera si fa portatrice: “Si tratta di una scelta motivata dagli straordinari artisti provenienti dal Medio Oriente emersi negli ultimi quindici anni, che hanno letteralmente catalizzato l’attenzione nazionale e internazionale nel corso delle ultime Biennali. Per noi era interessante avviare un’indagine specifica senza però limitare la stessa ad un solo paese/area politica e considerando piuttosto una realtà geografica estesa. Questo perché gli artisti non vivono l’identità del loro passaporto in maniera eccessivamente serrata, avendo spesso la propria galleria di riferimento in un dato luogo, vivendo in un’altra città e magari studiando ancora altrove. Ci saranno perciò una serie di gallerie provenienti da quest’area estremamente vitale, che presenteranno la loro ricerca e i loro artisti, dando testimonianza della qualità delle proposte di tali regioni. Hub Middle East vedrà inoltre la partecipazione di ospiti internazionali, galleristi e professionisti provenienti da tale area geografica, in modo da poter avviare a Torino una discussione su cosa sia l’arte in quei paesi. Il tema proposto quest’anno per Artissima rende quelle parti del mondo interessanti, in quanto realtà in cui il tema della censura resta in qualche modo alla base di una creatività artistica senza in nessun modo limitarla”.

Tra le attività volte a documentare l’evoluzione in tempo reale della fiera, ad approfondire lo snodo desiderio/censura e a creare una vivace confronto sugli argomenti di maggiore attualità nel dibattito sul contemporaneo “torna Artissima LIVE a cura di Elena Bordignon di ATPdiary con una redazione dal vivo in cui blogger e riviste digitali racconteranno dal vero la fiera e le sue attività”. Continuano inoltre i Walkie Talkie by Lauretana, una serie di conversazioni a due tra curatori e collezionisti internazionali , destinate a divenire dei veri e propri tour guidati, occasioni speciali per il pubblico di entrare in contatto con con i relatori. Grazie ad Artissima Digital da settembre sarà fruibile un primo catalogo di Artissima , contenente le gallerie ospitate presso la fiera , che verrà arricchito in ottobre dalla pubblicazione del catalogo digitale comprendente le proposte e le opere proposte dalle stesse. Inoltre anche in questa edizione il Book Corner di Artissima sarà gestito dalle Librerie Corraini, così come Reading Room di Milano offrirà la possibilità di accedere a riviste specializzati e spesso introvabili.

Artissima Fair – Photo: Perottino – Piva – Bottallo / Artissima

Tra i temi affrontati da Bonacossa durante la conferenza ampio spazio è stato riservato alla presentazione delle tre sezione di cui Artissima si compone. “La sezione Presence Future, giunta alla sua diciannovesima edizione, è dedicata alla valorizzazione dei talenti emergenti. Questa sezione assegna il Premio illy Present Future offrendo ad un giovane artista la possibilità di una personale presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Present Future ospiterà anche sei artisti italiani, a dimostrazione di quanto l’arte italiana stia divenendo importante nel panorama internazionale”. Ilaria Gianni (curatrice indipendente di Roma), Juan Canela (curatore indipendente e critico d’arte di Barcellona) e Émilie Villez (direttrice di KADIST, Parigi) ne saranno i coordinatori. La seconda sezione presentata dalla Direttrice e giunta al decennale dalla sua istituzione è Back to the Future, una sezione di particolare valore nell’economia della fiera per il forte potere trainante che ha esercitato nei confronti di altre istituzioni: “Back to the Future rappresenta una sezione storica di Artissima, che ha lanciato il trend – ora presente in molti musei, fiere e giovani gallerie – di proporre l’opera di un vecchio maestro attraverso la sua riscoperta. Tale sezione , coordinata da Lorenzo Giusti (direttore GAMec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo), Cristiano Raimondi (curatore artistico e direttore artistico della Società delle Alpi) e Nicolas Trembley (curatore indipendente, critico d’arte e curatore della SYZ Collection, Ginevra) , presenterà 19 artisti provenienti da gallerie straniere e italiane. Back to Future compie quest’anno dieci anni, stiamo perciò avviando un’indagine per tracciare la carriera di questi artisti riscoperti ad Artissima, che verrà portata a termine per l’inizio della Fiera, per comprendere come le loro carriere si siano evolute”. In questo contesto viene assegnato dal 2014 il Premio Sardi per l’Arte Back to the Future allo stand che proporrà la più completa e storicamente rilevante presentazione  del proprio artista.

L’ultima delle sezioni proposte, Disegni, pare porre al centro l’ordine proto-rinascimentale dell’opera d’arte, riscoprendo nel disegno l’elemento generativo delle differenti tecniche artistiche. Del resto, ricorda Bonacossa “si tratta di un’unità che ha riscosso grande successo tra le gallerie perché la verità è che tutti gli artisti, anche coloro che praticano la pittura o la scultura,  disegnano”. Anche in questo caso viene assegnato il Premio Refresh Irinox, inaugurato nel 2017 e vinto nella scorsa edizione da Francesco Ruiz.

Infine, il rapporto che la fiera desidera instaurare con la città di Torino e generalmente con il territorio circostante non può essere tralasciato. Le iniziative che verranno realizzate in occasione della Fiera si rivolgono anche alla valorizzazione di altre realtà storicamente connotate: “Infine, Artissima sta lavorando a tre installazioni site-specific ,che verranno completate in autunno, di Mario Airò presso la chiesa sconsacrata di S. Remigio a Parodi, di Olivier Mosset, nella torre dell’acqua di Novello e di Zhang Enli nella chiesetta rurale di Montabone. Si tratta quindi di tre nuovi interventi che vedranno il panorama dell’arte contemporanea in Piemonte arricchirsi. Parallelamente ad Artissima non mancheranno inoltre mostre e rassegne ospitate in città presso le più importanti istituzioni rivolte all’arte contemporanea fra cui il castello di Rivoli, la Fondazione Sandretto Re Baudengo, la Fondazione Merz, OGR e Museo di Ettore Fico, in una fondamentale  ed intensa sinergia con il territorio”.