Artissima 2015 Oval © Perottino Alfero

Artissima 2015 Oval © Perottino Alfero

Alla domanda di una partecipante alla conferenza riguardo a come la direttrice di Artissima, al suo ultimo mandato, pensa al futuro della fiera, che con lei in pochi anni ha raggiunto un ottimo livello e un grado d’intensità che  “nessun direttore ha raggiunto nelle altre fiere in Italia”, Sarah Cosulich ha risposto: “Mi sono sentita identificata con Artissima e Torino, città che ha tutte le qualità per essere la città sede di una fiera internazionale. Oggi tutte le operazioni con identità forte, di nicchia e con grande specificità possono competere molto bene internazionalmente. E’ vero che a Milano c’è tanto, c’è tutto, ma a Torino c’è l’esperienza speciale, su cui Artissima ha costruito un progetto molto molto forte. Nei prossimi anni Artissima dovrà lavorare ancora su questo, da tenere in considerazione nello sviluppo dei progetti sulla fiera”.

E così, dal 4 al 6 novembre 2016, all’Oval Lingotto di Torino si terrà l’edizione 2016 di questa fiera rivolta al contemporaneo, che quest’anno presenta alcune novità. Anzitutto ricordiamo che ATPdiary gestirà per il secondo anno la piattaforma #ArtissimaLive, una grande redazione che coinvolge alcuni tra i più interessanti magazine online di arte contemporanea (ArtDepedence, Aujourd’hui Magazine, Kabul Magaine WideWalls, Wefindwildness), condividendo con loro le novità, le proposte, i progetti e il giorno per giorno di Artissima 2016. Insieme daremo una panoramica dei progetti della fiera e del contesto torinese del contemporaneo, mediante interviste, articoli, report, approfondimenti dettagliati e mirati.

Una delle novità dell’edizione 2016 è Dialogue: “Nell’ottica di ‘fiera curata’, le gallerie rispondono sempre con particolare attenzione e quest’anno ancora di più, grazie a una nuova sezione a cui possono partecipare con massimo tre artisti nello stand, favorendo il dialogo e la relazione tra opere esposte” (S.C.C).  New Entries, sezione riservata alle gallerie emergenti, “Non sarà più distribuita nella fiera, ma avrà come unica sede il corridoio principale (quello di ingresso). Nelle altre fiere del mondo i giovani artisti e le gallerie emergenti sono di solito ai margini della fiera, qui invece vengono messe in primo piano gallerie con meno di cinque anni di attività: vogliamo dare massimo incentivo ai giovani, che sono parte dell’identità di Artissima” (S.C.C.).  Per4m, una delle tante innovazioni che Artissima ha proposto negli anni, giunge alla sua terza edizione e per l’occasione “Non è più curata da un gruppo di curatori diversi, ma da un collettivo specializzato in performance: If I Can’t Dance I Don’t Want To Be Part, ragazzi di Amsterdam con grandissima competenza nel campo performativo. Sarà un progetto univoco e coerente per animare la fiera considerando le potenzialità della performance nel suo rapporto con pubblico, nella sua temporalità, anche con eventi in città” (S.C.C.). Simone Menegoi curerà quest’anno In Mostra, progetto espositivo intitolato corpo.gesto.postura, che per quest’edizione introduce per la prima volta opere provenienti, oltre che dai maggiori musei e fondazioni torinesi, anche da importanti collezioni private della città. I talk, invece, quest’anno tratteranno un tema di estrema attualità e di grande fascino: la sperimentazione. Cosa significa questo termine? E che valore ha fare della sperimentazione? Grazie a una serie di interventi, avranno luogo degli appuntamenti raccolti sotto il progetto-talk What is Experimental, a cura di Stefano Collicelli Cagol.

Ma c’è anche una news per quanto riguarda i premi: per il 2016 se ne aggiunge uno nuovo, arrivando a un totale di sette. Quest’anno ci sarà, infatti, Mutina Project This is not a Prize , che consisterà nel supporto da parte di Mutina a un progetto speciale di un talento presente in fiera.

Ma qualcosa di davvero nuovo ed esclusivo è Flying Home, un progetto inedito curato da Sarah Cosulich in collaborazione con l’aeroporto di Torino. Si tratta di un’istallazione site specific dell’artista Thomas Bayrle nell’area ritiro bagagli dell’aeroporto torinese: attraverso una sequenza di immagini l’artista svela i meccanismi di costruzione della sua mastodontica opera Flugzeug del 1984, un aereo fatto da un milione di piccoli aerei, su una superficie di 96 metri quadrati.

Si confermano poi le quattro sezioni selezionate dal comitato delle gallerie della fiera: Main Section, con 105 tra le più consolidate gallerie del panorama artistico internazionale; New Entries, con 18 gallerie emergenti; Art Editions, con edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei di otto gallerie. Oltre alle già citate sezioni Back to the Future, Present Future, Per4m e Dialogue.

Sono stati confermati anche i premi delle edizioni precedenti: Premio illy Present Future rivolto all’artista considerato più interessante all’interno della sezione Present Future, a cui verrà data la possibilità di fare una mostra personale nel 2017 al Castello di Rivoli. Quindi il Premio Sardi per l’ Arte Back to the Future, consistente in 5mila euro per la galleria con il progetto più meritevole in termini di rilevanza storica e presentazione dello stand; il Prix K-Way Per4m, con i suoi 10mila euro destinati al progetto performativo più interessante; il Premio Owenscorp New Entries, con 5mila euro alla giovane galleria ritenuta più meritevole; il Premio Reda per un artista under 35 tra tutti quelli presenti in fiera; il Premio Fondazione Ettore Fico, altro premio in denaro pari a 5mila euro per un artista tra tutti quelli esposti in fiera.

Tra le altre iniziative in fiera, si confermano Ypsilon St ’Art Percorsi in Fiera, che propone visite guidate tra le gallerie della fiera per offrire chiavi di lettura e approfondimenti agli interessati. Poi ci sarà Walkie Talkies by Lauretana, delle conversazioni informali da parte di collezionisti e curatori, con galleristi ed artisti presenti in fiera: ci saranno 4 visite al giorno per un totale di 12. Meeting Point by La Stampa è invece un’area riservata alla presentazione di progetti, ricerche ed eventi o a conversazioni e dibattiti su alcune tematiche della contemporaneità, promossi e curati da musei, istituzioni e realtà dell’arte. Per finire si ricorda la serie di incontri, laboratori, workshop Zonarte aperti a giovani, famiglie e operatori culturali per sondare il terreno della contemporaneità artistica.

Oval © Perottino Alfero

Oval © Perottino Alfero

Di seguito l’intervento di Sarah Cosulich  …

E’ la mia quinta edizione ad Artissima, è stato un privilegio di cui sono molto grata. C’è stato un rapporto duraturo di scambio con tutto lo staff e tutti gli espositori e siamo molto fieri dei risultati di questi 5 anni. Dal 2012 al 2015 la fiera ha rafforzato la sua identità specifica con tante iniziative sperimentali, dagli Walkie Talkies, al servizio di art advisory, alla sezione dedicata alle performance Per4m, sino ad arrivare alla centralità data alle avanguardie; e alle visite guidate per il pubblico. Per non parlare del coinvolgimento di gallerie d’eccellenza da tutto il mondo, anche da paesi nuovi: quest’anno dall’Iran, dall’America Latina, dalla Cina.

La fiera è cresciuta molto e al tempo stesso sono aumentate le domande da parte delle gallerie, tanto che noi ne selezioniamo circa il 60% tra quelle che fanno domanda. Questo comporta un notevole aumento della qualità, che va poi ad incidere sul riscontro in termini di collezionismo interessato, che è poi la fondamentale fonte di energia per la fiera, tant’è che lavoriamo in tutto il mondo per attrarlo e metterlo in contatto con Artissima. In questi anni è anche accresciuto il pubblico, sono aumentati gli introiti della biglietteria, si è ampliato l’indotto su Torino, sono nati nuovi rapporti di sinergia con i musei e le fondazioni della città, sponsorizzando iniziative con musei non necessariamente del contemporaneo.  Tutto si basa su un’attività forte, di ricerca e sperimentazione, volendo lavorare sempre di più verso l’idea di una fiera curata, della selettività, della proposta di artisti all’inizio del loro percorso, di linguaggi e progetti nuovi e innovativi, arrivando in anticipo rispetto alle altre fiere.

…di Eva Fabbris

Back to the Future propone stand monografici dedicati ad artisti attivi negli anni 70 e 80 la cui pratica per casi diversi non è stata al centro dei sistemi mainstream del mondo dell’arte. Di anno in anno cerca di rimanere coerente a se stessa, perseguendo la sua missione di ricerca, aggiustando anche di volta in volta il tiro di quello che può avere senso ricercare. La sezione si costituisce mediante un doppio binario di abbraccio all’interno del numero di gallerie ospitate ciascun anno. Accogliamo proposte di gallerie (nomi, opere, corpus di opere che sono stati meno visti e studiati), che articoliamo con selezioni del comitato curatoriale, capendo come sia rispondente questo gruppo di scoperte a quello che sta accadendo al panorama internazionale dell’arte contemporanea.

Sono al quarto anno di coordinamento della sezione, ma in questa edizione c’è una diversità. Oltre al fatto che tra Back to the future e Present Future ci sia un vicendevole rispecchiamento, abbiamo pensato ad un nuovo gruppo curatoriale nato tra il 79 e l’81, quindi nel cuore del periodo preso in analisi. Inoltre, queste persone erano già state tutte coinvolte in Artissima e nel corso degli anni hanno imparato a conoscere la fiera a misurare una temperatura di aspettative estetiche ed economiche adatta alla stessa.

 

… e di Luigi Fassi

Present Future è la sezione più antica di Artissima ed esprime lo spirito della fiera: andare in cerca di giovani artisti e di giovani gallerie che possano tracciare delle linee nel futuro panorama artistico internazionale. L’edizione 2016 vede un ampio spettro geografico, con partecipazioni innovative e interessanti dall’Africa e dei paesi arabi. I 5 curatori hanno portato avanti una ricerca di un anno per la selezione delle nuove proposte. Basti ricordare Igshaan Adams, artista che collabora con la galleria Blank e presenterà in fiera dei lavori site specific, con tele che interpretano alcune delle scene più astratte del Corano. O a Julien Creuzet, giovane artista francese cresciuto in Martinica, nel cui lavoro si evidenzia la storia dei rapporti coloniali tra Francia e Martinica attraverso sculture installative realizzate per l’occasione. Ci saranno poi Nazgol Ansarinia rappresentato dalla Green Art, la cui ricerca indaga il sistema sociale contemporaneo; il messicano Rodrigo Hernàndez con P420 di Bologna, con le sue opere in dialogo con la storia dell’arte, col mondo latino americano, tra figurativismo e parte stratta. Ricordo anche Renato Leotta, che con le sue opere racconta storie legate alla cultura del mediterraneo come luogo determinante nella costituzione della società europea.

Ha collaborato Giovanna Repetto —

Artissima 2015 Oval © Perottino Alfero

Artissima 2015 Oval © Perottino Alfero