Martedì 7 marzo 2017 alle 18.00, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita l’appuntamento Art Wealth Management: una tavola rotonda che si apre con l’intervento dell’autrice del libro Art Wealth Management – Managing Private Art Collections (Edito da Springer-Verlag), Alessia Zorloni. Economista della cultura ed art advisor specializzata nel mercato dell’arte, la Zorloni ha compiuto un’approfondita analisi delle diverse problematiche economiche e giuridiche che le famiglie e le imprese private, con grandi patrimoni artistici, si trovano ad affrontare nella gestione e nella valorizzazione della propria collezione.

Dopo il suo intervento, ci sarà il talk “Dalla Filantropia al mercato dell’Art Wealth Management” con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Eva Brioschi (Curatrice Collezione la Gaia), Barbara Tagliaferri (Art & Finance Deloitte Italia), Ilaria Bonacossa (Direttrice Fiera Artissima), Emanuele Chieli (Presidente della Fondazione Camera-Centro Italiano per la Fotografia) orchestrati dal giornalista Giacomo Nicolella Maschietti.

Pubblicato da Springer-Verlag, Art Wealth Management. Managing Private Art Collections riunisce sei contributi. Il primo, Turning Collections into Philanthropic Opportunities, di Alessia Zorloni e Magnus Resch, analizza il collezionismo privato e lo sviluppo dei musei fondati da High Net Worth Individuals. Il secondo, Financial and Estate Planning for Art Assets, scritto da Alessia Zorloni e Randall J. Willette, descrive come preservare l’identità familiare attraverso la creazione di un museo privato e affronta gli aspetti finanziari e giuridici della trasmissione e della valorizzazione del patrimonio artistico all’interno della famiglia e verso terzi. Il terzo saggio, Assessing and Improving the Effectiveness of Private Art Museums, di Alessia Zorloni, affronta il tema della valutazione delle performance in ambito culturale attraverso l’utilizzo della balanced scorecard.
Nel quarto contributo, intitolato Celebrity Effect in the Contemporary Art Market, Alessia Zorloni e Antonella Ardizzone, presentano i risultati di un’indagine empirica, svolta su un campione di 155 artisti contemporanei, che mette in luce le dinamiche competitive che regolano il sistema dell’arte contemporanea e il ruolo svolto dai collezionisti privati nella valorizzazione economica delle opere. Deepening Business Relationships Through Art, è dedicato al collezionismo d’impresa e al rapporto tra arte e brand del lusso. In questo saggio Alessia Zorloni analizza le motivazioni che spingono molte imprese, come Trussardi, Louis Vuitton, Hermes, Cartier, Montblanc e Chanel, ad intraprendere programmi artistici che sappiano dialogare con i piani di marketing e di brand identity dell’azienda.
Il sesto contributo, The Art Collector between Private Passion and Philanthropy, include una serie di interviste condotte da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione omonima, su realtà private quali collezioni e musei.

Seguono alcune domande ad Alessia Zorloni —

ATP: Da pochi mesi hai presentato Art Wealth Management. Managing Private Art Collections, un libro- strumento per capire e affrontare il mondo del collezionismo. Il libro sarà presentato tra pochi giorni alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Mi introduci cosa ti ha spinto ad approfondire questo tema?

Alessia Zorloni: L’interesse per questo tema è maturato nel tempo e in qualche modo è la sintesi delle mie esperienze professionali e di ricerca. Ho passato un periodo della mia vita ad occuparmi della gestione dei musei; parallelamente sono sempre stata interessata al mercato dell’arte e al collezionismo. Diciamo che in questo ultimo lavoro i due aspetti hanno trovato un felice connubio.

ATP: Ci sono degli aspetti, nel tuo lavoro di economista della cultura ed art advisor specializzata nel mercato dell’arte, che ti hanno influenzata nel selezionare i molti temi che affronti nel libro?

AZ: I temi trattati nel libro sono tanti ma un fil rouge può essere individuato nelle diverse problematiche economiche e giuridiche che le famiglie e le imprese private, con grandi patrimoni artistici, si trovano ad affrontare nella gestione e nella valorizzazione della propria collezione.

ATP: Uno dei temi fondamentali è quello che riguarda la presentazione e valorizzazione del patrimonio artistico all’interno di famiglia o enti privati. In breve, quali sono i punti basilari da cui partire per la valorizzazione della propria collazione?

AZ: Probabilmente il punto di partenza per la valorizzazione di una collezione è la sua catalogazione. Raccogliere in modo sistematico le immagini e tutta la documentazione di provenienza e di autenticità è molto utile, non solo per gestire la propria collezione ma anche per presentare, eventualmente, le opere alle istituzioni museali per l’esposizione. Inoltre può essere utile completare l’inventario con la stima dei valori di mercato effettuata a cadenza periodica da un esperto.

ATP: Nell’affrontare alcuni ambiti, ti avvali della collaborazione di alcune figure professionali molto specifiche. Chi sono e come le hai scelte?

AZ: Questo lavoro comporta relazioni con molteplici figure professionali che possono andare dal consulente fiscale al wealth manager, dal gallerista all’avvocato, dal trasportatore all’assicuratore. Come si sceglie? Apprezzo la professionalità e la competenza.

ATP: Tra i vari capitoli ce ne uno, in particolare, che approfondisce le dinamiche competitive che regolano il sistema dell’arte contemporanea. Per questo studio, compiuto con Antonella Ardizzone, portate ad esempio un campione di 155 artisti. Fondamentale, per la valorizzazione economica delle opere, è il ruolo svolto dai collezionisti privati. Cosa mettete in luce nell’importante relazione artista-opera-collezionista?

AZ: In questo studio abbiamo cercato di osservare i fattori che influenzano le quotazioni degli artisti e verificare se esiste una correlazione tra la loro visibilità (espressa dal numero e dalla qualità delle mostre) e le quotazioni raggiunte. Abbiamo trovato delle correlazioni tra la visibilità degli artisti e le quotazioni di mercato e riscontrato che anche i collezionisti, con le loro scelte, influenzano il valore di un artista.

ATP: Ultima domanda, direi fondamentale, per ampliare il numero di potenziali lettori del tuo libro: a chi si rivolge e quale è la sua concreta utilità?

AZ: Il volume si rivolge sia alle figure professionali depositarie della fiducia delle famiglie con grandi patrimoni artistici (family office, tax e legal advisor, trustee, commercialisti, wealth manager e private banker) interessate a creare una risposta adeguata a una crescente domanda di consulenza patrimoniale globale, che a manager culturali, collezionisti, investitori o studiosi.

Art Wealth Management - Managing Private Art Collections (Edito da Springer-Verlag), Alessia Zorloni