• I giovedì della Villa. Foto Alberto Blasetti
  • I giovedì della Villa, Installazione di Enzo Cucchi. Foto Alberto Blasetti
  • I giovedì della Villa, Installazione di Enzo Cucchi. Foto Alberto Blasetti
  • I giovedì della Villa, Enzo Cucchi, Pier Paolo Pancotto e Muriel Mayette-Holtz. Foto Alberto Blasetti
  • I giovedì della Villa, Enzo Cucchi, Pier Paolo Pancotto e Muriel Mayette-Holtz. Foto Alberto Blasetti
  • I giovedì della Villa, Pier Paolo Pancotto, foto Alberto Blasetti

Tutte le settimane l’ Accademia di Francia a Roma si ‘accende’ grazie al talento di ospiti ‘illuminanti’. Il progetto “I giovedì della Villa” ospita artisti e studiosi eterogenei, provenienti da ambiti diversi: registi, matematici, fotografi, economisti, scrittori e artisti. A selezionare questi ultimi, il curatore Pier Paolo Pancotto grazie ad Art Club: un progetto incentrato sulla creativita? contemporanea, colta in tutte le sue possibili articolazioni espressive e semantiche. Gli artisti invitati sono stati invitati a concepire un progetto specifico ispirato al contesto storico e culturale che li accoglie, individuato, di caso in caso, in uno o in piu? spazi della Villa. Gli artisti invitati: Nico Vascellari, Julien Bismuth, Paolo Chiasera, Enzo Cucchi e Claire Fontaine. Ha iniziato il ciclo l’artista Enzo Cucchi. “Illuminato” dalle stratificazioni storico e culturali dello spazio, Cucchi ha realizzato un progetto per il Grand Salon, dando luogo ad una installazione visionaria e coinvolgente dove concetti canonici quali pittura, scultura, disegno sono stati sintetizzati in un unico, grande ambiente.

Dal catalogo: «Il progetto concepito da Cucchi per Villa Medici si compone di tre elementi che coinvolgono rispettivamente il pavimento e la parete maggiore del Grand Salon. Il pavimento risulta occupato da una sorta di labirinto effimero i cui profili, composti di polvere bianca destinata all’estinzione, ripropongono quelli di un’immaginaria pianta della Villa di fronte alla quale lo spettatore prova un senso di vago spaesamento. Al suo interno è collocata una statuetta in bronzo dall’aspetto altrettanto immaginario e spiazzante sia per l’ambiguità dei caratteri fisiognomici che presenta, sia per la moltitudine di riferimenti culturali che condensa in sé. Alternandosi alle tappezzerie Gobelins, delle quali reinterpreta, aggiornandoli, impaginato e disposizione, la tela collocata sulla parete del Grand salon presenta una superficie campita uniformemente nei toni chiari delle terre, con lievi riflessi di bronzo. Al centro di essa affiorano le sagome di due individui uniti tra loro da una testa zoomorfa al di sotto dei quali la tela, d’improvviso, abbandona l’andamento piano per contrarsi in un ovale concavo e irregolare, simile al cratere d’un vulcano». Pier Paolo Pancotto

I giovedi? della Villa,   Installazione di Enzo Cucchi.  Foto Alberto Blasetti

I giovedi? della Villa, Installazione di Enzo Cucchi. Foto Alberto Blasetti

Seguono alcune domande al curatore.

ATP: Art Club è un progetto che mette in stretta relazione artisti contemporanei e lo spazio di Villa Medici. Che criterio hai seguito per la scelta degli artisti partecipanti?

Pierpaolo Pancotto: La scelta ha tenuto conto soprattutto della disponibilità da parte degli artisti a rendersi integralmente partecipi del progetto, senza limitazioni di alcun tipo. Perciò, almeno in questa fase iniziale del programma, ho privilegiato autori con i quali dialogo da tempo ed è più facile trovare una intesa su questo orientamento.

ATP: Su quali peculiarità  di Villa Medici si sono concentrati gli artisti?

PP: Ciascun artista  ha la libertà di individuare uno spazio/luogo della Villa con il quale sente di poter stabilire una maggiore e migliore sintonia, emotiva ed intellettuale. In seguito nasce il lavoro, del tutto originale, inedito e possibilmente effimero allo scopo di sottolineare il carattere “temporaneo” e non tradizionale del progetto. Si potrebbe parlare di epifanie.

ATP:   Mi racconti brevemente i vari progetti che si susseguiranno da febbraio a giugno 2016?

PP: Non è possibile descrivere al momento i progetti poiché, quasi si trattasse di azioni/performances, ogni epifania nasce e cresce, nel fondo, nel corso della installazione. Al principio c’è un’idea iniziale che si sviluppa in corso d’opera (mai modo di dire risulta più calzante!). Tutto ciò è in linea con un modo di procedere che io tento di sviluppare il più possibile nei miei progetti. Ad esempio con le mostre al Museo Andersen (Carsten Nicolai; Nick Oberthaler) ed ora col ciclo Fortezzuola,   attualmente in corso al Museo Canonica di Roma (a partire dalla personale di Martin Soto Climent  seguita da quelle di Alfredo Aceto/Claire Tabouret, Tillman Kaiser e Claire Fontaine).

ATP: Gli artisti utilizzano mezzi espressivi molto differenti: installazione, performance, videoproiezione. Come sarà sviluppato il dialogo con il pubblico?

PP: Nel modo più naturale possibile, invitandolo a confrontarsi con il lavoro, fisicamente, visivamente, intellettualmente e anche verbalmente grazie anche alla presenza dell’artista il giorno in cui il lavoro viene svelato al pubblico.

ATP: Come si relazione il progetto Art Club nel più ampio contesto di “I giovedì della Villa – Questions d’art”?

PP: Si tratta di una delle tante componenti che articolano il progetto generale promosso dalla Villa. Art Club (il titolo è anche un ideale omaggio alla avanguardia romana del secondo dopoguerra). Art Club si occupa delle arti visive.

I giovedi? della Villa,   Installazione di Enzo Cucchi. Foto Alberto Blasetti

I giovedi? della Villa, Installazione di Enzo Cucchi. Foto Alberto Blasetti

I giovedi? della Villa,   Enzo Cucchi,   Pier Paolo Pancotto e Muriel Mayette-Holtz. Foto Alberto Blasetti

I giovedi? della Villa, Enzo Cucchi, Pier Paolo Pancotto e Muriel Mayette-Holtz. Foto Alberto Blasetti