Joseph Beuys . ‘Difesa della Natura’ alla Kunsthaus
Sculpture Now da Eva Presenhuber
Artur Zmijewski, Andrea, Christoph, Martin, Galerie Peter Kilchmann
Roman Ondák’s ‘Enter the Orbit, Kunsthaus di Zurigo Ai Weiwei, Study of Perspective – Tiananmen, 1995-2010 – © Ai Weiwei
Ai Weiwei, Dropping a Han-Dynasty Urn, 1995 – © Ai Weiwe
***

Il Böögg* fin’ora ci ha preso e a nord delle Alpi, oltre il Gottardo, ci si gode una soleggiata e ventilata estate tra i bagni al lago, i tuffi nella Limmat e il rito sociale più tradizionale della stagione: il BBQ.
Se spesso estate è sinonimo di mostre di poco spessore, leggere come le letture da ombrellone, qui non è proprio così, (eccezion fatta per l’inconsistente collettiva Town-Gown Conflict alla Kunsthalle) e mentre gli artist-run-spaces e gli indipendenti come Paloma Presents, Everest, Les Complices chiudono per ferie, tra le istituzioni quasi vien da dire che c’è l’imbarazzo della scelta… e se passate da queste parti non resterete delusi da:

- la retrospettiva Joseph Beuys. ‘Difesa della Natura’ alla Kunsthaus (fino al 14 agosto). In tempi di rinnovata partecipazione civile è un buon memento la rosa che Beuys tutti giorni teneva sulla scrivania della sua ‘Organization for Direct Democracy through Referendum’ durante Documenta V del 1972.

- l’installazione di Roman Ondák, ‘Enter the Orbit’, pensata appositamente per la Kunsthaus (visibile fino al 28 agosto) combina felicità e giocosità visiva con temi quali il potere degli oggetti-icona, della memoria e della veridicità storica, in riferimento al celebre Sputnik, satellite simbolo del progresso del suo tempo e antesignano delle centinaia di satelliti che controllano e sorvegliano oggi la nostra vita.

- la muscolosa collettiva Sculpture Now da Eva Presenhuber (fino al 30 luglio) allestita da Fischli and Weiss comprende opere di 27 artisti come Doug Aitken, Martin Boyce e Liam Gillick; forse più che per la condizione pop della scultura oggi per constatare il vivace stato del mercato internazionale.

- Andrea, Christoph, Martin i tre nuovi video di Artur Zmijewski, filmmaker, scrittore e prossimo direttore artistico della Berlin Biennial 2012. Come riuscire a parlare di lavoro, fatica e giovinezza in pochi minuti e con immagini precise. (Galerie Peter Kilchmann/ project room, fino al 30 luglio)

- e infine a 20 minuti di treno, Ai Weiwei al Fotomuseum di Winterthur (fino al 21 agosto) di lui si parla tantissimo per le sue vicissitudini politiche in patria e vale la pena vedere il perchè.

Schönen sommer mitenand!!

Francesca di Nardo

* pupazzo di neve che si brucia a fine inverno e che annuncia la durata e qualitá dell’estate; con il suo faló, in una piazza del centro, si fa la prima grande grigliata collettiva della stagione. Qui hanno delle tradizioni davvero bizzarre…