• ARMANDO ANDRADE TUDELA Balzer Bas-relief N. 1, 2015 collage, spray 80 x 120 x 7 cm each
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Falange N.2, 2015 plaster, pigment, spray 450 x 12 x 12 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Falange N.2, 2015 plaster, pigment, spray 450 x 12 x 12 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Normalette N.2, 2015 plaster, pigment, velcro, plastic 34 x 99 x 25 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Normalette N.2, 2015 plaster, pigment, velcro, plastic 34 x 99 x 25 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Normalette N.3, 2015 plaster, pigment, velcro, plastic 34,5 x 104 x 25,5 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Normalette N.3, 2015 plaster, pigment, velcro, plastic 34,5 x 104 x 25,5 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore 2015 Installation view at Francesca Minini, Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015 - Installation view at Francesca Minini, Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015 Installation view at Francesca Minini - Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015 Installation view at Francesca Minini, Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015 Installation view at Francesca Minini, Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015, Installation view at Francesca Minini, Milan
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA S:T (Blue Mirror), 2015 ink jet print on mirror 277 x 95 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Untitled, 2015 carbon fiber 320 x 90 x 45 cm
  • ARMANDO ANDRADE TUDELA Untitled, 2015 ink jet print on mirror 277 x 95 cm

Fino a mercoledì 23 dicembre la galleria Francesca Minini di Milano ospiterà la mostra personale dell’artista peruviano Armando Andrade Tudela, Post-Folklore.

I lavori presenti, tutti realizzati nel 2015, rivelano compattezza ed equilibro, dialogando, quasi architettonicamente, in modo diretto con lo spazio della galleria. Lunghe sculture in gesso, a forma di falange o di longilinei tronchi d’albero, sono adagiate per terra e, sopra di esse, appesi a soffitto, ci sono due calchi plastici. A parete, invece, troviamo a sinistra tre superfici specchianti con impressa in tie dye, su ciascuna, una parte della trama di una calza femminile, la cui sagoma attorno al tallone è appena percepibile. A destra, invece, c’è un’altra superficie specchiante con impressa, però, una griglia geometrica. Nella stanza attigua, invece, ci sono altri due calchi in gesso ed un collages su plexiglas, in cui si ripete il logo della carta di una pasticceria cara all’artista. 

Si mescolano cautamente storia generale e storia personale. Se da un lato le opere sono attente prove per comprendere e sistematizzare la stratificazione conoscitiva – base della cultura – mediante una pratica attenta e meticolosa, dall’altro c’è la presenza del sé (carta per alimenti, calzino). Un sé che è frammentato come il riflesso dello spettatore – e prima dell’artista – di fronte allo specchio, in cui si ritrova esploso in tanti punti, quanti sono i vuoti tra i fili della texture del calzino, o tra le varie linee della geometria precisa. Un sé che, però, ricerca in queste sculture un nuovo equilibrio. 

Come il reperto archeologico è prova e sintomo involontario dell’evolversi temporale e culturale del mondo, così le sue sculture in gesso sono attente analisi, volute e ricercate, del processo evolutivo della conoscenza, i cui paradigmi si fanno materia e opera. E’ la ricerca di una pratica che manifesti una gestualità ed una coscienza irretite nel farsi del mondo.  

ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore,   2015 Installation view at Francesca Minini,    Milan

ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015 Installation view at Francesca Minini, Milan

ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore,   2015,   Installation view at Francesca Minini,   Milan

ARMANDO ANDRADE TUDELA Post-Folklore, 2015, Installation view at Francesca Minini, Milan