La Resurrezione di Cristo. Giovanni della Robbia. XVI Secolo. terracotta Invetriata. PHCourtesy of Brooklyn Museum

La Resurrezione di Cristo. Giovanni della Robbia. XVI Secolo. terracotta Invetriata. PHCourtesy of Brooklyn Museum

Segue il testo in italiano

Stefano Arienti is an artist who has always found inspiration in images taken from the iconography of art history: from the great Renaissance painters to 19th-century styles, right through to today. Stefano Arienti was born in Asola (Mantua) in 1961, and in his art, he works on images, transforming and simplifying them. His work is generated starting from existing materials, objects and images – which may be reproductions of pieces by the great art masters, or visions from popular imagery – and he changes their shape, a process that often alters their meaning.

It is precisely his skill in the palingenesis of images that led the Antinori family to invite him to work on a masterpiece that incorporates a wealth of tradition, dating back to the Renaissance: a lunette depicting The Resurrection of Christ, created in the early 16th century by Giovanni Della Robbia (Florence, 1469-1520), to a commission from Niccolò di Tommaso Antinori. The meeting between the contemporary artist Arienti, and the historical work – made possible by the Antinori Art Project – gave rise to a dual operation, curated by Ilaria Bonacossa, in two locations, one in Florence, and one in Bargino, San Casciano, in Val di Pesa.

The “Antinori Lunette”, as it is known to art historians, currently owned by the Brooklyn Museum, is returning to Italy after about 500 years from when it was made, and it will be presented to the public at the Museo Nazionale del Bargello in Florence, from November 9th 2017 to April 8th 2018, following an important restoration operation in the United States, with support from the Antinori family.
In the exhibition “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti” (From Brooklyn to the Bargello: Giovanni della Robbia, the Antinori Lunette and Stefano Arienti), at the Bargello Museum, where the lunette itself has been installed, Stefano Arienti reflects on the valuable masterpiece in his piece “Scena Fissa” (fixed scene), launching a complex interaction between Renaissance and contemporary art. At the same time, a new site-specific installation by Arienti will be shown at the Antinori winery in the Chianti Classico region, titled “Altorilievo.” This will become part of the family’s collection, giving a contemporary visibility to the powerful links that the family has with history and its support for the arts.

In this dual project, Stefano Arienti began from a study of what happened during the restoration of the Lunette, in which the various parts forming the composition were not joined or glued together as they were originally, but were purposely left separate: the 46 components are in view, each retaining a powerful identity in the final installation.
The work at the Bargello Museum is made on a two-dimensional support, with painting in metallized ink, gold and copper, on a white dustproof site canvas, depicting the figures that appear in the Lunette, slightly increased in dimensions and reaching almost full size, 1:1. These works are reminiscent of preparatory drawings for frescoes, and they reveal the compositional modernity of the composition and the sculptural forms in this late Renaissance masterpiece. The two colours used, and the two-dimensionality of the figures, give extra emphasis to the lines of the drawing.

“Altorilievo”, created for the “Vinsantaia” (location where barrels of Vinsanto are fermented) of the Antinori winery in the Chianti Classico district, is based on the deconstruction of a sculptural bas-relief, in which the figures of the lunette, once again monochrome, are redeveloped in the 46 structural units that appear in the masterpiece by della Robbia, with a new spatial arrangement of the figures. The work, also created on dustproof site canvas, takes on an almost marble-like three-dimensionality, giving the artist the chance to achieve a thickness analogous to that of the original work made in glazed terracotta.

#ArientimeetdellaRobbia

Stefano Arienti rilegge il capolavoro di Giovanni Della Robbia

Stefano Arienti rilegge il capolavoro di Giovanni Della Robbia

E’ un artista che da sempre trae ispirazione da immagini mutuate dall’iconografia della storia dell’arte: dai grandi pittori del Rinascimento, alle correnti ottocentesche per giungere ai nostri giorni. Stefano Arienti, artista nato ad Asola (Mantova) nel 1961, con la sua pratica artistica “attraversa” le immagini per restituirle trasformate e semplificate. La sua ricerca si genera da materiali, oggetti e immagini già esistenti – siano essere le riproduzioni di grandi maestri dell’arte o delle visioni provenienti dall’immaginario della cultura popolare – compiendo un’operazione di mutazione delle forma che ne alternano spesso il significato.

Proprio per questa sua capacità di compiere una palingenesi delle immagini, l’artista è stato invitato dalla famiglia Antinori a confrontarsi con un capolavoro detentore di una lunga tradizione risalente al Rinascimento: la lunetta raffigurante La resurrezione di Cristo realizzata agli inizi del XVI secolo da Giovanni Della Robbia (Firenze, 1469 – 1520), su commissione di Niccolò di Tommaso Antinori. L’incontro tra l’artista contemporaneo e l’opera storica – grazie al progetto Antinori Art Project –  ha dato vita ad un duplice progetto a cura di Ilaria Bonacossa che si articola in due sedi: una a Firenze e l’altra a Bargino, San Casciano in Val di pesa.

La “lunetta Antinori”, così nota agli storici dell’arte, oggi proprietà del Brooklyn Museum, dopo circa 500 anni torna a essere presentata al pubblico, al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dal 9 novembre 2017 all’8 aprile 2018 a seguito di un importante restauro sostenuto negli Stati Uniti dalla famiglia Antinori.
Nella mostra “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti” ospitata al Bargello – sede dove è installata la lunetta – Stefano Arienti si confronta con il prezioso capolavoro, mediante l’opera Scena Fissa”, dando così avvio ad un fitto dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. In parallelo, presso la cantina Antinori nel Chianti Classico, sarà esposta una sua nuova installazione site-specific, “Altorilievo”, che entrerà a far parte della collezione di famiglia, attualizzando e rendendo visibile il forte legame con la storia e la tradizione mecenatistica.

In questo duplice progetto, Stefano Arienti è partito dallo studio del risultato del restauro della Lunetta, dove le varie parti che formano la composizione non sono state saldate o incollate insieme come erano originariamente ma lasciate volutamente separate: i 46 elementi sono in vista e mantengono una loro forte identità nella rappresentazione finale. Il lavoro presso il Museo del Bargello è realizzato su supporto bidimensionale, una pittura ad inchiostro metallico, oro o rame, su telo antipolvere bianco da cantiere, che raffigura i personaggi che compaiono nella Lunetta ma aumentati leggermente in dimensione sino ad arrivare ad una scala quasi reale, 1:1. Queste sinopie strappate mostrano la modernità compositiva e formale del capolavoro tardo rinascimentale, la bicromia così come la bidimensionalità delle figure portano la linea del disegno ad emergere.
“Altorilievo”, nato per la Vinsataia della cantina Antinori nel Chianti Classico, si articola come la scomposizione di un alto-rilievo scultoreo, in cui le figure della lunetta, sempre monocrome, vengono riproposte nelle 46 campiture strutturali del capolavoro di della Robbia, in una rinnovata distribuzione spaziale delle figure. L’opera, disegnata sempre su teli antipolvere, assume una tridimensionalità quasi marmorea, tanto da permettere all’artista di ricreare uno spessore simile a quella dell’opera originale realizzata in terracotta invetriata.

#ArientimeetdellaRobbia

Studi preparatori - Stefano Arienti rilegge Giovanni Della Robbia

Studi preparatori – Stefano Arienti rilegge Giovanni Della Robbia

Stefano Arienti rilegge il capolavoro di Giovanni Della Robbia

Stefano Arienti rilegge il capolavoro di Giovanni Della Robbia