DEXTER – Giacomo Montanelli

A Firenze il continuo fermento dedicato al contemporaneo è ormai inarrestabile. All’interno delle Manifattura Tabacchi, sede di Toast Project Space, succede che Maria Cecilia Cirillo e Stefano Giuri presentano Aosta Publishing, un nuovo progetto editoriale. Inaugurato lo scorso 6 Maggio 2020 Aosta è pensato come un ciclo di edizioni a tiratura limitata, incentrato particolarmente sullo studio delle pratiche artistiche e curatoriali. 
Quella di Aosta Publishing è un’attitudine nettamente in controtendenza con le rumorose piattaforme digitali e che traduce le dinamiche relazionali ed artistiche, avviate da Toast nell’ultimo anno, in un’operazione coraggiosa e dal fascino dadaista che si formalizza in una sobria produzione dedicata al libro- oggetto. In questo caso il lavoro di Aosta Publishing riporta nel contemporaneo un interesse sperimentale e consapevole del valore della carta stampata.
Questa prima azione vede il coinvolgimento dell’artista Giacomo Montanelli nel ruolo di ideatore e ‘’direttore responsabile’’ del fake magazine intitolato Dexter, costruito nei contenuti come rubriche, giochi e pubblicità insieme a una serie di contributi visivi e testuali realizzati da artisti e critici. Lanciato in pieno lockdown il format editoriale, sulla scia delle intuizioni avviate dalla Mail Art negli anni sessanta, continua a destare interesse nel suo viaggio lungo tutto il territorio nazionale attraverso il servizio postale.

In questo periodo di crisi mentre tutti stabiliscono relazioni tramite il web e i contenuti diventano sempre più fluidi, voi pensate bene di credere nel cartaceo e utilizzare il servizio postale. In che momento avete realizzato Aosta Publishing e con quale scopo? A chi si rivolge Aosta Publishing?

Questo periodo ci ha dimostrato quello che forse è una costante dei momenti di crisi, dove vi è spesso una sovrapproduzione di idee e progetti. Di fronte a quella che tra di noi abbiamo più volte chiamato migrazione al digitale, ci siamo resi conto non solo che non ne volevamo prendere parte ma che potevamo optare per una strada più conforme ai nostri interessi e alle nostre competenze lasciando al digitale la funzione che per noi ha sempre avuto. 

Il digitale è sembrato a tutti per qualche mese l’unico spazio comunemente raggiungibile, cosa strana perchè in un certo senso lo è sempre stato, in quanto è un luogo in cui la possibilità di condividere contenuti è sempre stata aperta a tutti ed anche per un pubblico molto esteso. Un anno fa Toast è nato da un desiderio specifico e con un indirizzo: via delle Cascine 33, 50144 Firenze. Ciò che ci ha spinti a credere in questo progetto era la volontà di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, testardi ma consapevoli di voler mantenere un rapporto e un’esperienza diretta con il lavoro dell’artista.

Toast è un artist-run space, ma soprattutto un’operazione quasi ‘’comunitaria’’ di condivisione e confronto nata in occasione del primo anno di residenza presso la Manifattura Tabacchi a Firenze. A un anno di distanza e dopo varie esperienze in giro per l’Italia a che punto è la tua ricerca artistica?

Solitamente, quando parlo di Toast, si tratta di un argomento che divido dalla mia ricerca, anche se in qualche modo mi rappresenta. La correlazione tra questi due aspetti è che la mia ricerca nasce dalla relazione con lo spazio fisico, il luogo. Di questo primo anno sono molto soddisfatto sia per gli artisti che hanno lavorato che per la comunità che si è creata intorno a questo luogo. Una delle cose più belle è essere riusciti a coinvolgere soprattutto la gente del quartiere. 

DEXTER – Giacomo Montanelli

Quanto è difficile seguire Toast?

Diciamo che stare dietro a Toast è impegnativo e prende tanto tempo, quindi sacrifico quelle ore a scapito della ricerca, ma lo faccio con coscienza perché percepisco un atteggiamento più intenso e concentrato quando lavoro alle mie cose. 

Stefano qual è l’origine dei tuoi lavori?

I miei lavori nascono da un legame forte tra lo spazio e il corpo che si è poi evoluto con il disegno, la performance e la scultura. Il luogo è per me un elemento fondamentale come lo è il corpo come materia politica e dispositivo per la rappresentazione. Attualmente sono concentrato sulla creazione di simboli durante le dittature e a come l’uomo li distrugge per crearne di nuovi, come nel caso del lavoro fatto sulla statua di Lenin.

Cecilia cos’è per te la pittura e in che modo ti avvicini alla pratica curatoriale?

La mia ricerca si è per lungo tempo formalizzata nella pittura. Da due anni a questa parte, per una serie di intuizioni, ho cominciato a studiare e lavorare nell’ambito dell’editoria. La sperimentazione in questo campo mi ha permesso di poter indagare aspetti legati alla riproducibilità che da sempre interessano il mio lavoro. 

Più che un avvicinamento alla pratica curatoriale direi piuttosto che da lungo tempo condivido con Stefano riflessioni e dialoghi riguardo le possibilità della carta stampata. Si può dire che l’entusiasmo di guardare a questa come vero e proprio spazio architettonico sia stata poi la ragione della nascita di Aosta.

Dexter è il titolo del progetto di Giacomo Montanelli che inaugura Aosta Publishing. Come è nata la collaborazione con l’artista e cosa vi ha colpito del suo lavoro?

L’attenzione verso il lavoro di Giacomo è nata quest’estate mentre eravamo in residenza alla Fondazione Lac o Le Mon per il simposio di Pittura ideato da Luigi Presicce in puglia, fra pittura cozze nere peroni e Maruzzella. Si potrebbe dire che un amore estivo di quelli che passano, ma non è stato così. Poi ci siamo rivisti a Milano a dicembre e abbiano iniziato a parlare di un progetto che con il tempo e diventato Dexter.

DEXTER – Giacomo Montanelli

Stefano, a Firenze mi accennavi ad altre opere e progetti che hai intenzione di eseguire. In che modo elabori il processo in relazione alla materia?

Molti dei miei lavori nascono in relazione ad un contesto specifico, a questo si aggiungono le esigenze che ho in quel determinato momento e la mia poetica formale. In questo senso è difficile identificare un materiale che prediligo, ma questo viene scelto per necessità e per la forma più appropriata alla ricerca che sto svolgendo. In questo momento sto lavorando a From Hero to Eternity che ho presentato per la prima volta a ottobre alla biennale di Monza che è stato frutto di una ricerca iniziata nel 2016 legata ad un monumento a Lenin destinato insieme ad altre a diventare radiatori di raffreddamento per auto. 

Qual è la linea editoriale di Aosta Publishing e quali sono i programmi per l’immediato futuro? 

L’esperienza che abbiamo fatto con Dexter e Montanelli è stata per noi l’occasione di avviare una serie di riflessioni che continueremo a proporre e a condividere. Ora che Toast è di nuovo raggiungibile anche se in forma limitata con le tutte le restrizioni del caso, crediamo ugualmente nel futuro di Aosta, in quanto è un luogo che consente di poter continuare una ricerca e una sperimentazione in un’altra forma. 

Abbiamo visto che dopo il 18 maggio il mondo dell’arte ha iniziato pian piano a rimettersi in moto. Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Il 24 giugno presentiamo “Chunk” di Marcello Spada. L’idea era di riaprire con una nuova produzione, mi sono confrontato con Gabriele Tosi, che cura la mostra, e abbiamo individuato un pezzo grande, ancora da realizzare, che ragionasse prima di tutto sulla scultura come volume, come inevitabile presenza spaziale.

Con quali risorse è stato promosso Aosta Publishing?

La realizzazione di questa prima edizione è stata possibile grazie al contributo di numerosi amici che hanno fatto sì che questa potesse effettivamente esistere. Teniamo ancora una volta a ringraziarli personalmente. Manifattura Tabacchi, Maria Virginia Benvenuti, Elena Camiciottoli, Gianni Capannini, Andrea Cappelli, Federico Cantale, Nicole Colombo, Irene Sofia Comi, Alessandra Franetovich, Antonio Grulli, Francesco Lauretta, Roberto Lenza, Luca Loreti, Jimmy Milani, Giacomo Montanelli, Matteo Moretti, Federica Murgia, Matteo Pirolo, Luigi Antonio Presicce, Riccardo Savioli, Giulio Scalisi, Enrico Visani, Super Summer Extra Pomeriggio, Treti Galaxie.

DEXTER – Giacomo Montanelli