Alice Visentin - PRIMA PERSONA SINGOLARE, Installation view of the exibition - Courtesy Tile Project Space - Ph. Marco Schiavone

Alice Visentin – PRIMA PERSONA SINGOLARE, Installation view of the exibition – Courtesy Tile Project Space – Ph. Marco Schiavone

Testo di Mattia Solari

Quattro dipinti, quattro donne con un cappello, quattro prime persone singolari. Si compone così, di altrettanti oli su tela la prima mostra personale di Alice Visentin (Ciriè, 1993) Prima Persona Singolare, in cui figure femminili ieratiche, dai visi pallidi e sguardi assorti, lontani quando non assenti, popolano quadri dai toni scuri ma dall’umore svagato. Le quattro protagoniste si mescolano con lo sfondo amalgamandosi con esso sia attraverso una pittura tonale, piatta, quasi grafica, che annulla ogni profondità, sia mischiando e dissolvendo i corpi con lo sfondo, tanta è l’empatia con l’ambiente circostante che i vestiti e le membra si riempiono di zolle di fiori e ospitano radici e rami. Se l’equilibrio compositivo non sempre emerge con chiarezza, traspare invece dalla posa dei soggetti uno stato d’animo di calma olimpica, l’atarassica pace atemporale già predicata dagli epicurei, ribadita dall’artista quando ci indica nell’equanimità una delle sensazioni che i suoi dipinti vogliono evocare. Il quadro, per Visentin, è una cesura col trambusto del quotidiano e con le momentanee mode artistiche; queste superfici di tela e colori sono, citando il teorico anarchico Hakim Bey, delle T.A.Z.: zone temporaneamente autonome, in cui è possibile trovare uno spazio di libertà e autonomia proprie. La pittura diventa qui una pratica emancipatrice e aiuta a soggettivizzare, donando spazio e tempo per la creazione di persone singolari.

Per la prima volta, nello spazio no profit milanese, sono state esposte opere non prodotte espressamente per la mostra, ma scelte in dialogo con l’artista. Andando a ritroso si è costruita una narrazione attorno ai leitmotiv della figurazione, del ritratto e della natura; a partire dalle opere che l’artista ha a lungo studiato e osservato, come gli arazzi fiamminghi rinascimentali, la pittura della transavanguardia tedesca e italiana, il postimpressionismo francese si è intessuta una cronologia visiva a cui le opere di Visentin fanno riferimento. In questi lavori, tutti del 2017, eseguiti in plein air nel suo atelier torinese, l’artista posa il suo sguardo naif ma indagatore su una realtà apparentemente alienata, munendola di dettagli quasi invisibili a un’osservazione veloce, ma che sembra voler conferire alle sue protagoniste un’aria tanto serena quanto irraggiungibile.

La mostra si conclude con una festa nell’atelier dell’artista in Corso Umbria 83 a Torino il 15 luglio dalle ore 7

Alice Visentin - PRIMA PERSONA SINGOLARE, Installation view of the exibition - Courtesy Tile Project Space - Ph. Marco Schiavone

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