In occasione della sua mostra personale Un qui puntiforme unitissimo - ospitata fino al 20 aprile alla galleria CollicaLigreggi (Catania) – abbiamo invitato Alice Cattaneo a presentarci un DIARY.

1 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 A volte le immagini ti vengono restituite dal mondo esterno. Intravedi una cosa e ti sembra di conoscerla già, fa parte di un immaginario sepolto da qualche parte. E poi si presenta, compare. E’ come se le cose aspettassero di essere viste, riportate nel mondo da chi le guarda.

2 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016

Linee di velcro blu sulla piega di un foglio.

3 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016

Sarò passata davanti a questo oggetto tantissime volte, per anni. Raggiunge il suolo contorcendosi e poi spezzandosi. Da verde chiaro diventa ruggine.

Quella rottura rimane lì sospesa, appesa, e le linee che compongono la struttura precipitano.

4 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

Uno dei lavori in mostra a Catania è costituito da due linee sottili, una di ferro grezzo e una di plastica blu, sorrette tra loro da piccole biglie.

Il lavoro è come uno spiraglio, un concentrato di complessità, tensione e minimi termini.

5 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

“Non appoggiare niente”.

Ho una serie di immagini di sculture imballate pronte per il trasporto.

E’ l’intorno del lavoro e l’eventualità che qualcosa si possa incrinare.

6 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

Brancusi, 1934 circa. Autoritratto, sovraimpressione.

7 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

Una traccia di una presenza nel sottosuolo.

8 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

La caduta.

9 Alice Cattaneo - CollicaLigreggi Catania 2016 - ATPdiary

 

Le mie sculture vivono la contraddizione che esiste tra il processo mentale e la necessità che questo diventi corpo.

A volte è come se tirassi giù il lavoro dall’alto, lo pesco dalle immagini mentali per farlo diventare materia. E quando è diventato fisicità nello spazio sembra dissotterrato, venuto dal basso.

Alice Cattaneo / Un qui puntiforme unitissimo

Per questa sua prima personale alla galleria Collicaligreggi (fino 20 Aprile 2016) l’artista italiana trae il titolo della mostra da un verso di una poesia di Andrea Zanzotto, uno dei più significativi poeti italiani della metà del Novecento: “Un qui puntiforme unitissimo”. Una definizione in qualche modo contraddittoria, ma al tempo stesso in grado di restituire una immagine di sé unitaria e semplice nella sua essenziale complessità.

Alice Cattaneo concepisce lo spazio creativo come un luogo in cui l’esitazione può essere protagonista del suo percorso. Le opere in mostra indagano le relazioni messe in moto dai materiali nel loro stato originario, senza alterazioni che allontanino lo spettatore dalla loro forma primaria. Un processo che nel suo stesso divenire di tanto in tanto procede per elementi imprevisti, strutture essenziali. Che occupano lo spazio transitorio che esiste tra un pensiero e quello successivo, tra l’immagine mentale che precede il lavoro e il suo divenire materia nello spazio. Tali forme diventano punti fermi in grado di suggerire nuove soluzioni di senso, molteplici ipotesi di unione e di tracciare rotte all’interno della realtà magmatica dell’esistenza.

L’esitazione diviene lo scatto necessario per dare un senso a una prassi che conduce sempre ad fulcro costruttivo, agli elementi essenziali, distillando immagini e metabolizzando esperienze, e tendendo sempre a voler preludere ” a una vera-mente a una vera-vita” come scrive Andrea Zanzotto.