Alberto Scodro. Sunflowers | CAR DRDE, Bologna

Di fronte alle sculture si ha la sensazione di contemplare l’esito di un processo alchemico, che ha sublimato la materia corruttibile del mondo nel più nobile dei metalli. 
16 Marzo 2022
Alberto Scodro. Sunflowers, Installation view at CAR DRDE, Bologna
Alberto-Scodro, Sunflowers#is, 2020 -Bronze and gold,14x19x17 cm – Courtesy CAR DRDE

Testo di Federico Abate

Un campo di girasoli occupa fino al 2 aprile lo spazio di CAR DRDE a Bologna, in occasione di Sunflowers, la seconda personale di Alberto Scodro (Marostica, 1984) presso la galleria. Il corpus di sculture di fiori dell’artista vicentino instaura un dialogo intermediale con il dipinto Girasole (1985) di Giancarlo Vitali (Bellano, 1929 – 2018), concesso dagli Archivi Vitali di Bellano (LC), presso cui altre opere di Scodro sono in mostra in occasione della collettiva L’ITALIA È UN GIARDINO. Di ricerche estetiche agresti (fino al 19 marzo).

In tutta la produzione di Scodro la materia è vitale e brulicante, le scorre sottotraccia una pulsione alla metamorfosi spontanea. Le sue opere sono frutto di aggregazioni e stratificazioni di materiali eterogenei, biomorfismi che evocano le muffe del sottobosco e le incrostazioni delle scogliere. La serie di opere in mostra, Sunflowers (iniziata nel 2020), è frutto di un processo creativo intimo e rituale, sovrapposto ai cicli generativi della vita. Tutto si origina dal seme della pianta di girasole, coltivato nella terra. La pianta si sviluppa e si aprono i fiori, che vengono raccolti e messi ad essiccare. Il processo di essiccazione dà particolare enfasi all’infiorescenza, il fulcro della fertilità del girasole, mentre i petali si ritirano. I fiori sono poi raggruppati in mazzi. Il passo successivo è varcare il confine tra natura e artificio tecnico: l’artista crea uno stampo di cera a partire dai fiori stessi e procede con la fusione in ottone e la successiva rifinitura superficiale in oro, un processo che da una parte eterna la contingenza del fiore, altrimenti destinato al deperimento, dall’altra esalta il pattern dell’infiorescenza, il cui principio ordinatore è, non a caso, la sezione aurea. 
Di fronte alle sculture si ha la sensazione di contemplare l’esito di un processo alchemico, che ha sublimato la materia corruttibile del mondo nel più nobile dei metalli. 

Alberto Scodro. Sunflowers, Installation view at CAR DRDE, Bologna

I fiori sono raccolti in forme globulari, in pietre filosofali esposte su pilastrini di legno brunito modulati ad altezze variabili, ma sempre in rapporto con la scala umana, essenzialmente producendo un’esperienza simile a quella di una passeggiata in un campo di girasoli. Ma al contempo si tratta di reliquie di un tempo passato, custodite nel tesoro di una cattedrale.

Il girasole per sua natura ha un rapporto simbiotico con la nostra stella, che segue nel suo percorso quotidiano ruotando su se stesso. Ma i girasoli alchemici di Scodro, che Geraldine Blais nel testo critico a corredo della mostra definisce “cromosfere fiorite e lucenti”, si emancipano dalla loro “valenza eliotropica”, dalla propria dipendenza dal sole: l’oro assorbe la luce artificiale e la restituisce più calda, effondendola nello spazio. L’aggregazione delle corolle implica a sua volta una proliferazione dei raggi di irradiazione, ora rivolti in tutte le direzioni, segnando il passaggio dall’eliotropia all’isotropia. Le masse di girasoli sono ora nuovi astri in costellazione, un paesaggio cosmico cui fa da sfondo il dipinto di Vitali, con la sua materia pastosa, le sue modulazioni sature del verde e del giallo, contro le tracce fugaci di blu. Tutto questo risalta in virtù del contrasto cromatico e materico con l’intonaco grezzo e il cemento a vista degli spazi della galleria.

Più avanti, un corpo stellare è sfuggito dai vincoli gravitazionali e fluttua alla deriva nello spazio (Sunflower”moon#3″, 2021). È un girasole argentato, lunare, femminile, retto da un sinuoso elemento tubolare, in netto contrasto con i piedistalli in legno degli astri solari e maschili, così simili eppure così distanti. Nell’ambiente più interno della galleria si cela Heart (2021), un cuore amaranto ad inchiostro su carta che pulsa enigmatico e che, per Geraldine Blais, “tanto ricorda quelle escrescenze o macchie solari scoperte dall’occhio telescopico di Galileo Galilei e successivamente profuse nelle morfologie grafiche dell’astronomo Angelo Secchi”. Ciò basta a confermarne la natura di corpo stellare, vero fulcro nascosto della costellazione del Girasole.

Alberto Scodro, Sunflowermoon#3 2021, brass and silver, 18x27x17 cm Courtesy CARDRDE, Bologna
Alberto Scodro, Heart 2021, ink on paper, 57x57x3 cm Courtesy CARDRDE, Bologna
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