ALA Headquarters – Building © Amedeo Benestante

Testo di Alessandra Caldarelli —

Ne L’Idiota di Fedor Dostoevski il principe Miškin afferma che la bellezza salverà il mondo. Parole ultra citate, usate fin troppe volte e nei contesti più disparati, ma che mantengono sempre una forma di attualità: il contatto con l’opera d’arte, l’educazione alla visione e dunque la consapevolezza del bello possono contribuire ad una crescita non solo personale, ma anche sociale e non è detto che le iniziative più virtuose legate alla valorizzazione dell’arte debbano necessariamente venire da Istituzioni – pubbliche o private che siano – legate al mondo culturale.
Ne è testimonianza reale l’impegno sul campo portato avanti negli ultimi anni dalla società ALA (Advanced Logistic for Aerospace), azienda con sede a Napoli e leader in Italia e a livello internazionale nella logistica avanzata e nella distribuzione di componenti meccanici di precisione e minuterie legate al mercato aerospaziale, aeronautico, industriale ed energetico.
Dopo aver già sostenuto negli ultimi anni diverse realtà culturali – tra gli altri, il Teatro San Carlo di Napoli – ALA continua ad investire in un campo, come quello artistico, che la società ha individuato come possibile fonte di indotto non solo economico, ma anche intellettuale lanciando il progetto ALA for Art, un progetto che mira a valorizzare l’arte e portarla sul luogo del lavoro, rendendola più accessibile. 

Come primo appuntamento in questo percorso nasce l’iniziativa ALA Art Prize, un premio dedicato agli artisti o collettivi di artisti italiani o stranieri, non necessariamente campani, che abbiano o abbiano avuto un particolare legame con la regione Campania. L’open call, che resterà aperta esclusivamente dal 30 marzo al 2 maggio 2021, permetterà di partecipare gratuitamente iscrivendosi tramite form online all’indirizzo www.alacorporation.com/ala-for-art-prize/ entro e non oltre la scadenza del 2 maggio, nasce dalla volontà di creare una corporate collection site-specific per gli spazi del quartier generale ALA della Mostra d’Oltremare di Napoli. Un luogo che per sua destinazione d’uso è sostanzialmente molto lontano dal white cube dello spazio di una galleria d’arte contemporanea deve essere ripensato per potersi arricchire di opere d’arte facenti parte della collezione aziendale. Il premio in palio? 10.000 euro per coprire fee dell’artista e i costi di produzione dell’opera, che entrerà a far parte della collezione aziendale. A scegliere il vincitore una giuria composta da tre membri illustri, quali Lorenzo Benedetti, curatore al Kunstmuseum di St Gallen, Eugenio Viola, Chief curator al MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotà e Alessia Volpe, curatrice e ricercatrice indipendente, già Direttrice della Fondazione Morra Greco di Napoli.
Il percorso che ALA si propone di portare avanti nei prossimi anni conferma che la presenza di aziende interessate alla promozione culturale è un anello molto importante non solo nella sensibilizzazione alla visione, ma anche per un approccio partecipato all’opera d’arte, affinché non sia destinata ad essere puro ornamento o arredamento, ma possa sempre più guadagnare e confermare il proprio ruolo anche in uno spazio non destinato ad accogliere una mostra d’arte. 
Il primo tassello, quello dell’ALA Art Prize, che si spera possa essere solo la prima di tante altre iniziative future, che possano valorizzare gli artisti legati al territorio e non solo.

ALA Headquarters – Building © Amedeo Benestante
ALA Headquarters, Hall – Building © Amedeo Benestante
ALA Headquarters – Building © Amedeo Benestante