Jonathan Monk

Douglas Gordon e Jonathan Monk
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Si entrava al suono della musica di Gary Numan, rivisitata al pianoforte. Gente ammucchiata attorno al Friends Electric Bar dove, Douglas Gordon e Jonathan Monk servivano una schifosissima bevanda-cocktail di Guiness e prosecco. Il titolo della mostra ospitata alla galleria Sonia Rosso, è il nome di un noto (e dicono buonissimo) ristorante torinese ‘Il Gatto Nero’. Qui, i due artisti hanno consumato una cenetta con i fiocchi, visto il menù: bottarga di tonno sulla patata lessa, pappardelle al ragout d’anatra e barbaresco, nodino di sanata al burro e salvia, carciofi fritti in pastella, sorbetto al mandarino di Ciaculli… Insomma, proprio da leccarsi i baffi.
In galleria i due artisti hanno trasformato questo prelibato menù in delle scritte al neon, che si accendevano e spegnevano a seconda della durata della consumazione. L’effetto è stato quello di trasformare la galleria in una sorta di piano bar immerso nella luce colorata ad intermittenza. Nel comunicato stampa si sottolinea che questo è un progetto sull’ospitalità e l’accoglienza: nelle cene non è tanto importante il cibo in sè, ma la condivisione, le discussioni che si fanno mangiando. Sarebbe stato interessante che, al posto del menù, Gordon e Monk avesse trascritto parti delle loro conversazioni, magari dopo una/due bottiglie di vino rosso!
I due barmen improvvisati, sorridenti e disponibili ai continui scatti fotografici, si sono prestati, ripeto, a servire un orrendo intruglio che non ha disarmato gli avventori. Sorseggiato un paio di volte, mi sono guardata intorno per appoggiare la schifezza in qualche angolino!
Nell’altro spazio della galleria, tra pareti e tavolino, erano disposti flayers, cartoline, gadgets, poster ecc. prodotti in occasione delle tante mostre di Jonathan Monk.