Decine. No, centinaia di eventi: grandi, piccoli, ufficiali o meno, collaterali o meno. Venezia ogni due anni diventa un bacino internazionale di proposte artistiche. L’occasione è, come sempre, la Biennale di Venezia, quest’anna votata alla joie de vivre in tutte le sue dimensioni, forme ed espressioni. VIVA L’ARTE VIVA.
L’evento più atteso ha inaugurato alcune settimane fa: la memorabile mostra di Damien Hirts a Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Ma ora, con la settimana dell’arte oramai incipiente, la mappa artistica si fa densissima.  In ordine sparso, con alcune imperdonabili mancanze (e dimenticanze), ATPdiary ha stilato una lista di mostre che vi invitiamo a visitare. Segnaliamo quelle di Pierre Huyghe, Douglas Gordon, Shirin Neshat, Philip Guston, Alighiero Boetti; le novità come l’apertura della galleria londinesi a Venezia Victoria Miro; le collettive – Intuition a Palazzo Fortuny, Body and Soul a Palazzo Pisani ecc. – così come le personali di Lucy Mckenzie, Marzia Migliora, Thomas Braida, Flavio Favelli ecc.
La selezione non è completa ma nulla è irreparabile… scriveteci a atpdiary@gmail.com
SCARICA IL PDF AGENDA VENEZIA 2017 – PARTE 1

Philip Guston and the poets
Gallerie dell’Accademia 10.05 > 03.09.2017

In una grande (prima) occasione veneziana, la mostra è un omaggio agli enigmatici dipinti di Guston quanto alla relazione dell’artista con la città.
Cinque i poeti del XX secolo che furono catalizzatori di ispirazione per il pittore americano Philip Guston (1913-1980): le parole di D.H.Lawrence, W.B. Yeats, Wallace Stevens, Eugenio Montale e T.S. Eliot si leggono nei cinquanta dipinti e venticinque disegni scelti dal curatore Kosme de Barañano per Philip Guston and the poets alle Gallerie dell’Accademia. Una chiave di lettura critico-letteraria che affianca e si relaziona a una proposta artistica comprensiva di tutti i cinquant’anni della carriera artistica di Guston.

Intuition
Palazzo Fortuny 13.05 > 26.11.2017

Ancora a cura di Daniela Ferretti e Axel Vervoordt la mostra Intuition conclude il felice sodalizio, iniziato nel 2007 con Artempo, tra MUVE con Palazzo Fortuny e la Fondazione Axel & May Vervood. La mostra propone un’indagine sul tema dell’intuizione come “capacità di acquisire conoscenze senza prove, indizi, o ragionamento cosciente”. Procedendo con un apprezzato ragionamento trasversale, la mostra insegue iconografie ancestrali quanto religiose, abbina cronologie diverse e raduna lo spirituale e il mistico alla sensibilità artistica. Da Kandinsky a Klint, da Breton a Morris (Robert e Susan), sino ai Gutai e Fluxus, il passaggio ai contemporanei Abramovic e Kapoor o allo sperimentalismo dei più giovani, è sempre dominato da quel fortunato sentimento guida che chiamiamo intuizione. 

Otto Piene, Il sole d'oro, 1963, Collezione privata

Otto Piene, Il sole d’oro, 1963, Collezione privata

Ettore Sottsass, il vetro.
Fondazione Cini – Isola di San Giorgio Maggiore 10.04 > 30.07.2017

Plastica e policarbonato si mescolano al vetro nelle circa duecento opere di Ettore Sottsass esposte alla Fondazione Cini. Molti dei pezzi, alcuni dei quali mai esposti, sono stati scelti dal curatore Luca Massimo Barbero per la prima mostra interamente dedicata al rapporto dell’architetto-designer italiano con il vetro. La raccolta documentale dei materiali esposti, perlopiù appartenenti alla collezione Ernest Mourmans, costruisce un catalogo edito da Skira così come rappresenta il primo studio scienti co sulla produzione di vetri e cristalli da parte di Sottsass. E se il materiale della tradizione fa pensare alle possibilità del design lagunare, i vetri di Sottsass “sono organismi complessi”, dei personaggi che “parlano di un mondo vivo quanto di un mondo immaginato”.

Minimum/Maximum
Fondazione Cini – Isola di San Giorgio Maggiore 12.05 > 12.07.2017

Dimensione e formato rappresentano l’occasione per ripercorrere la produzione artistica di Alighiero Boetti, fruire in un unico contesto opere di periodi differenti e apprezzare lavori poco conosciuti al grande pubblico. Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra si articola in più sezioni che raggruppano un totale di oltre venti opere confluite in un progetto complesso esclusivamente pensato per Venezia. Tra le tematiche e le sensibilità, è inedita quella del progetto speciale “Colore=Realtà. B+W=Astrazione” (a parte le zebre) curato da Hans Ulrich Obrist. Proposti nel percorso espositivo come oggetti sintomatici dell’attenzione di Boetti per la tecnologia della comunicazione, il direttore artistico della Serpentine Gallery insieme ad Agata Boetti riunisce un insieme di opere realizzate dall’artista con la macchina fotocopiatrice in diversi momenti della sua vita.

Alighiero Boetti, Mettere al Mondo il Mondo, 1975, penna biro su carta intelata, 160x347. Courtesy Tornabuoni Arte

Alighiero Boetti, Mettere al Mondo il Mondo, 1975, penna biro su carta intelata, 160×347. Courtesy Tornabuoni Arte

Mark Tobey. La luce lante
Collezione Peggy Guggenheim – 06.05 > 10.09.2017

La luce lante dei quadri di Mark Tobey (1890 – 1976) diventa il titolo della mostra curata da Debra Bricker Balken. Raccogliendo oltre settanta dipinti prodotti nella lunga carriera dell’artista americano, si configura tanto come la più esaustiva retrospettiva dedicatagli (1890-1976) negli ultimi vent’anni, quanto l’opportunità di raccontare l’intrigante lavoro di un artista costantemente percepito in maniera contraddittoria negli Stati Uniti e all’estero.

Carol Rama. Spazio anche più che tempo
Palazzo ‘Ca Nova – Corte Barozzi – 08.06 > 28.06.2017

Spazio anche più che tempo esplora le differenti fasi dello sviluppo artistico di Carol Rama attraverso un gruppo di trenta lavori in grado di introdurre lo spettatore alla ricchezza formale e contenutistica della sua iconografia. Una celebrazione dell’“occhio assoluto” di Rama, in grado di trasformare lavori stilisticamente diversi in un approccio alla composizione unico e riconoscibile. La mostra a Palazzo ‘Ca Nova, a cura di Maria Cristina Mundici e Raffaella Roddolo, non solo segna un ulteriore legame dell’artista con la città di Venezia (che la investì nel 2003 del Leone d’Oro dopo quattro precedenti partecipazioni), ma rappresenta il corrispettivo europeo della più grande mostra americana Carol Rama: Antibodies, curata negli stessi giorni da Massimiliano Gioni al New Museum di New York.

Body and Soul: Performance Art – Past and Present
Palazzo Pisani – 13.05 > 26.11.2017 

Curata da Elga Wimmer per la New York Promoter Rush Philanthropic Art Foundation, lo scopo di Body and Soul è quello di indagare il portato rivoluzionario e sensibile che l’arte performativa ha avuto per l’arte contemporanea. Otto artisti performativi – tra i quali Valie Export, Orlan, Nicola L e Carolee Schneemann – proporranno performance live o la documentazione foto/video delle loro più recenti azioni. Alla sperimentazione consolidata, la mostra abbina identità artistiche costruite su questa eredità: da Derrick Adams alla frammentazione identitaria di Aisha Tandiwe Bell, da John Bonafede alla contestazione sociale e all’espressione corporea di Katarzyna Kozyra.

VALIE EXPORT DELTA. Ein Stück, 1976/77 Persona Performance b&wphotograph!(c) VALIE EXPORT, Bildrecht Wien, 2017; Photo by Elisabeth Jappe. Courtesy VALIE EXPORT

VALIE EXPORT DELTA. Ein Stück, 1976/77 Persona Performance b&wphotograph!(c) VALIE EXPORT, Bildrecht Wien, 2017; Photo by Elisabeth Jappe. Courtesy VALIE EXPORT

John Smith. Films in sheep’s clothing
08.05 > 22.07. 2017 Galleria Alma Zevi

La prima personale in Italia di John Smith, video artist e maker d’avanguardia, apre con quattro lavori fondamentali: The Girl Chewing Gum, Om, Dad’s Stick e Steave Hates Fish, che coprono un arco temporale che va dal 1976 al 2015 e sono in grado di giusti care l’influenza che l’artista ha avuto nel panorama dell’arte concettuale e dello strutturalismo cinematografico. Dalla descrizione del dettaglio alla contestualizzazione di una situazione familiare, l’artista esprime il profondo interesse per la parola: dove lo spettatore è lo sguardo cruciale perché lo schema narrativo possa esprimersi.

Shirin Neshat. The Home of My Eyes
Museo Correr – 13.05 > 26.11.2017 

Thomas Kellein cura The Home of My Eyes per il Museo Correr portando negli spazi di Piazza San
Marco l’omonimo ciclo di 55 ritratti fotografici scattati dall’iraniana Shirin Neshat tra il 2014 e il 2015. Un’installazione corale fa dialogare i volti e i corpi delle gigantografie, ognuna corrispondente a un abitante dell’Azerbaijan professante una fede differente. Questo “arazzo di volti umani” coglie la psicologia del personaggio quanto individua i concetti attuali di identità culturale e di appartenenza alla casa. Si tratta dello stesso slancio di Roja progetto che l’artista conclude nel 2016 e che in questa occasione proietta accanto ai ritratti a simulare un dialogo concettuale.

Douglas Gordon. Gente di Palermo.
Palazzo Ducale – Prigioni – 13.05 > 24.11.2017 

Palermo, e in particolare la sua Cripta dei Cappuccini, è il soggetto del lm amatoriale presentato da Douglas Gordon in anteprima a Venezia.
Pochi ma esaustivi fotogrammi raccontano la caratteristica ricerca del doppio da parte dell’artista scozzese: così il ludico incontra il drammatico e lo storico il contemporaneo nella presenza di un palloncino gon abile nell’ala della cripta dedicata ai bambini. Curata da Mario Codognato, l’installazione nelle prigioni racconta il macabro sarcasmo della brevità della vita.

Douglas Gordon, Gente di Palermo - Palazzo Ducale Prigioni, Venezia

Douglas Gordon, Gente di Palermo – Palazzo Ducale Prigioni, Venezia

Robert Rauschenberg & Andy Warhol: “Us Silkscreeners…”
Robert Rauschenberg: Late Series
Paul McCarthy, Christian Lemmerz: New Media (Virtual Reality)
Isola di San Giorgio Maggiore, Fondazione Giorgio Cini, Venezia- 12 maggio > 27 agosto 2017

La Faurschou Foundation presenta in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini tre mostre dedicate a maestri dell’arte contemporanea: Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Paul McCarthy, Christian Lemmerz. La prima è “Us Silkscreeners…” e parte dai primi dipinti serigrafati da Rauschenberg e Warhol: Renascence e la serie Dollar Bills, entrambi terminati nel 1962. Verranno poi presentate le serie tarde di Rauschenberg, verrà allestita una sala studio con film, libri e altro materiale sui due artisti e sul loro incontro (e il suo significato) del 1962. “Late Series” proporrà invece due opere appartenenti ad alcune delle serie tarde più importanti di Rauschenberg, tra cui Borealis, Urban Bourbon, Scenarios e la sua ultima: Runts. Il fil rouge comune a tutte le serie è il trasferimento dell’immagine, tecnica che l’artista iniziò a utilizzare nel 1962 e da allora sviluppò e raffinò in modi diversi. Infine, “New Media (Virtual Reality Art)” è la mostra che Fondazione Faurschou organizza con alcune opere di Paul McCarthy e Christian Lemmerz, per analizzare il loro apporto all’arte virtuale.

James Lee Byars, The Golden Tower
Campo San Vio, Venezia – 13 maggio > 26 novembre 2017

La Fondazione Giuliani (Roma) con il supporto di Michael Werner Gallery presenta in Campo San Vio l’opera “The Golden Tower” di James Lee Byars, artista che è stato legato a Venezia per diverse occasioni di vita e di lavoro, come per la produzione dell’opera “The Angel” con i vetrai di Murano, le diverse performance presentate in Piazza San Marco e a Punta della Dogana, la partecipazione a quattro Biennali. Il progetto, a cura di Alberto Salvadori, consiste nell’installazione di una vera e propria colonna d’oro nel campo suddetto. “La torre racchiude il simbolo ascensionale, l’andare metaforicamente verso la montagna cosmica, una macchina per gli dei placcata d’oro. Il suo splendore richiama la simbologia del sole e assume un connotato di illuminazione interiore, della conoscenza intellettuale, dell’esperienza spirituale. Ecco il perché dell’uso dell’oro di James Lee Byars” (Salvadori).

Chris Ofili, Poolside Magic
Victoria Miro – 10 May > 1 July 2017

La galleria londinese Victoria Miro ha annunciato che aprirà la sua prima sede extra londinese a Venezia, nell’ex Galleria il Capricorno con una mostra personale “Poolside Magic” dell’artista Chris Ofili. L’inaugurazione sarà il 10 maggio. La Galleria il Capricorno fu aperta nel 1970 da Bruna Aickelin e divenne un centro di primaria importanza nell’esporre artisti chiave del ventesimo secolo, come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Cy Twombly e Robert Rauschenberg, per poi dedicarsi ad artisti contemporanei. Ofili – che ha rappresentato il padiglione Inglese nella Biennale del 2003 ed era presente con dei dipinti in All the World’s Futures di Okwui Enwezor – presenterà lavori su carta realizzati con pastello, carboncino e acquarello.

COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE
Giardino di Spazio Thetis, Venezia – 6 > 13 maggio 2017

Che cosa, effettivamente, fa sentire liberi e che cosa, invece, sicuri? Dove si pone il limite tra la definizione di libertà e quella di sicurezza? Questo si sono chiesti gli studenti del 24esimo Corso in Pratiche Curatoriali organizzato dalla Galleria AplusA di Venezia, partendo dalla riflessione sul fenomeno delle echo chambers, ovvero la creazione di bolle-filtro / zona comfort come “rifugi” sicuri del proprio pensiero e delle proprie convinzioni di fronte allo spopolare delle migliaia di notizie, punti di vista, opinioni avvenuto con la diffusione di Internet. La mostra indaga come l’uomo odierno si barcamena tra i due concetti di libertà e sicurezza: l’infinita disponibilità democratica di qualsiasi cosa presente in rete ha portato poi ad un ripiegamento “protettivo” su se stessi, come sintomo dell’impreparazione ad affrontare l’immensità potenziale che si ha di fronte e risultato dell’impossibilità di porre confini fisici tra me e te, tra privato e pubblico. In mostra ci saranno lavori che “metteranno in luce i potenziali conflitti, l’ironia, i pericoli o le opportunità che si celano dietro le parole libertà e sicurezza”: Joseph Beuys, Jan Fabre, e Michelangelo Pistoletto, in dialogo con nuovi lavori di Carolina Antich, Allora & Calzadilla, Jesse Darling, Peter De Cupere, Claire Fontaine, Enej Gala, Patrizia Giambi, Mihai Iepure, Kensuke Koike, Tania Kovats, Paul Kneale, Sahra Motalebi, Tao G. Vrhovec Sambolec e Kristian Sturi.

To be continued…

Testi raccolti e redatti da Marco Arrigoni e Stefano Mudu

John Smith – Films in Sheep' s Clothing

John Smith – Films in Sheep’ s Clothing

Carol Rama. Spazio anche più che tempo - Palazzo ‘Ca Nova , Venezia

Carol Rama. Spazio anche più che tempo – Palazzo ‘Ca Nova , Venezia

James Lee Byars, The Golden Tower, on view in 1990 at the Martin-Gropius-Bau in Berlin.

James Lee Byars, The Golden Tower, on view in 1990 at the Martin-Gropius-Bau in Berlin.

Shirin Neshat Anna, from, The Home of My Eyes, series, 2015 Courtesy Written Art Foundation, Frankfurt am Main, Germany copia

Shirin Neshat Anna, from, The Home of My Eyes, series, 2015 Courtesy Written Art Foundation, Frankfurt am Main, Germany copia