Tessa Blomstedt gibt nicht auf” Director: Christoph Marthaler Stage Designer and Costumes: Anna Viebrock Volksbühne, Berlin 2014 Photo: Walter Mair

Tessa Blomstedt gibt nicht auf” Director: Christoph Marthaler Stage Designer and Costumes: Anna Viebrock Volksbühne, Berlin 2014 Photo: Walter Mair

ATPdiary ha stilato una lista di mostre che vi invitiamo a visitare. Segnaliamo quelle di Pierre Huyghe, Douglas Gordon, Shirin Neshat, Philip Guston, Alighiero Boetti; le novità come l’apertura della galleria londinesi a Venezia Victoria Miro; le collettive – Intuition a Palazzo Fortuny, Body and Soul a Palazzo Pisani ecc. – così come le personali di Lucy Mckenzie, Marzia Migliora, Thomas Braida, Flavio Favelli ecc.
La selezione non è completa ma nulla è irreparabile… scriveteci a atpdiary@gmail.com
SCARICA IL PDF AGENDA VENEZIA 2017 – PARTE 1 — AGENDA VENEZIA 2017 – PARTE 2

The Boat is Leaking. The Captain Lied
Fondazione Prada, Venezia
13 maggio > 26 novembre 2017

Udo Kittelmann cura questa mostra in cui linguaggi e approcci diversi si mescolano alla dimensione espressiva, coinvolgendo lo scrittore e regista Alexander Kluge, l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock. Cinema, arte e teatro instaurano meccanismi creativi propri per creare atmosfere diverse come “luogo metaforico nel quale scoprire i mondi in cui viviamo e le nostre attitudini personali sviluppate nei loro confronti”, con un approccio dichiaratamento storico-politico. La collaborazione tra i tre artisti è l’occasione per penetrare nell’analisi del tempo attuale ponendolo a confronto con quello passato, per capire l’evoluzione sociale e storica, la dualità tra fiducia e sfiducia e tra spinta vitale e ripiegamento propri del contemporaneo (o di ogni tempo?).

Shezad Dawood. Leviathan
Palazzina Canonica | Fortuny Venezia
7 maggio > 24 settembre 2017

Nel contesto neorinascimentale della Palazzina Canonica, Dawood pensa ad una mostra site specific in cui presenterà i primi due dei dieci capitoli del suo film Leviathan insieme a opere su tessuto e scultoree. Il film è ambientato in un futuro apocalittico post cataclisma solare, girato secondo il punto di vista di dieci personaggi diversi, volto alla riflessione sulla responsabilità umana nei confronti dell’ambiente e sui possibili destini a cui il mondo può andare incontro. Oltre ai due episodi proiettati su schermo, verrà esposta anche una serie di dipinti su tessuto e una scultura di grandi dimensioni, mentre sulla facciata esterna del palazzo verrà installato un grande neon intitolato Island Pattern, che riprende anche il rapporto variabile delle onde marine con la laguna, simbolo ancora delle condizioni climatiche in cambiamento. La mostra è a cura di Alfredo Cramerotti.

Shezad Dawood, Leviathan Cycle Episode 2, Yasmine 2017 Courtesy of the artist and UBIK Productions

Shezad Dawood, Leviathan Cycle Episode 2, Yasmine 2017 Courtesy of the artist and UBIK Productions

DIALOGO. Ettore Sottsass Ceramiche 1957 – 1969, Carlo Scarpa Negozio Olivetti 1957
Negozio Olivetti, Piazza San Marco, Venezia
11 maggio > 20 agosto 2017

In occasione del centenario della nascita del grande artista e designer Ettore Sottsass, nel Negozio Olivetti di Venezia l’architetto Charles Zana cura una mostra dedicata alla produzione ceramica del maestro tra 1957 e 1969. Sono gli anni in cui Sottsass utilizza la ceramica per la creazione di un rinnovamento del design teso a superare la rigidità e pulizia del Bauhaus. Nel contesto progettato da Carlo Scarpa, le sessanta opere in mostra, tra vasi, piatti e i suoi famosi menhir, vogliono significare anche un nuovo incontro tra i due grandi maestri del design italiani, sotto l’egidia dell’imprenditore Adriano Olivetti che proprio in quegli anni cominciò a collaborare con loro.

Pierre Huyghe
Espace Louis Vuitton Venezia
13 maggio > 26 novembre

La mostra presenta tre opere appartenenti alla Fondation Louis Vuitton. Tutto ha origine dall’opera A Journey that wasn’t (2005), un film su una spedizione fatta in compagnia di scienziati e artisti in Antartide, a bordo dell’antico veliero Tara dell’esploratore Jean-Louis Etienne, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un pinguino albino. Il lavoro è diviso in due parti: la missione in sé stessa e la sua traduzione topografica in suoni, che poi ha dato luogo a uno spartito musicale suonato dall’orchestra sinfonica sulla pista di pattinaggio al Central Park di New York. Così il film diventa scenario di una dicotomia dissacrante tra la limpidezza e purezza del mondo polare con quello iper urbanizzato della grande mela. Affianco a quest’opera ci sono Creature (2005-2011), un piccolo pinguino sonoro in fibra di vetro e pelliccia sintetica, e Silence Score (1997) trascrizione informatica che Huyghe fa di alcuni suoni impercettibili dell’opera 4’33” (Silence) di John Cage.

Pierre Huyghe, A Journey that wasn't, Adagp Paris 2017

Pierre Huyghe, A Journey that wasn’t, Adagp Paris 2017

Marzia Migliora, Velme
Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano
13 maggio > 26 novembre 2017

Curata da Beatrice Merz, la mostra dal titolo “Velme” prende posto nelle sale settecentesche di Ca’ Rezzonico con interventi site specific. L’artista ha scelto dalla collezione custodita nel palazzo opere che facessero sorgere suggestioni sulle contraddizioni e sugli sfruttamenti del nostro tempo, suggestioni individuate grazie anche ad uno spostamento di prospettiva attuato dalla stessa Migliora, nonché accostando gli oggetti ritrovati a sue opere per vivificarli ed attualizzarli. Le cinque installazioni che prendono posto nelle diverse sale del palazzo vogliono indagare il confine sottile tra detto e non detto, tra citazione e omissione, tra rappresentazione e messaggio… Basta citare l’opera Taci, anzi parla in diretta connessione con il famoso Rinoceronte di Pietro Longhi: la dama in bianco rappresentata dal pittore “indossa una maschera dell’epoca, a uso unicamente femminile, detta Moréta: un ovale nero con due buchi in corrispondenza degli occhi. Le donne potevano fermarla sul viso soltanto stringendo tra i denti una mordacchia, rimanendo costrette, in questo modo, a tacere. L’artista estrapola dal dipinto la maschera e la colloca al centro del boudoir, in modo che sia rivelata al pubblico e che possa essere vista in tutta la sua interezza, compreso il retro”.

Thomas Braida, Solo
Palazzo nani Bernardo
9 maggio > 5 giugno 2017

Curata da Carolin Corbetta, la mostra “Solo” di Thomai Braida si snoda tra le sale del cinquecentesco Palazzo Nani Bernardo. In mostra ci sono circa cinquanta opere dell’artista, tra dipinti e sculture, percepite comunque come forme pittoriche. «Tutto è pittura per me. È come qualcosa di vivo che autonomamente se ne vuole uscire dal quadro, che se ne fotte. Tutto è pittura nel senso che guardo tutto attraverso il colore. Che tutto è fatto di colore».
Nel continuo rimando tra riferimenti pop e cultura “alta”, tra mitologia e storia, tra cronaca e narrazione, la ricerca di Braida spicca per uno stile originale che pur citando brani della tradizione pittorica europea, in particolare dell’iconografia Rinascimentale e Barocca, spazia tra tanti, eterogenei riferimenti, come racconta l’artista: «Da piccolo, a Vienna, ero rimasto molto affascinato dalle farfalle nelle bacheche del museo di storia naturale. Avevo tre anni e me lo ricordo ancora benissimo. A volte penso che mi sarebbe piaciuto essere un poeta francese tipo Verlaine; o un pittore come Grosz nella Germania degli anni Venti; ma anche Goya».
Thomas Braida, SOLO | Intervista con la curatrice Caroline Corbetta

Bart Julius Peters, TRICKS
bruno, Dorsoduro 2729, Venezia
10 maggio > 5 giugno, 2017

Tommaso Speretta cura una mostra dedicata alle fotografie inedite che Bart Julius Peters ha realizzato dal 2000 ad oggi, prendendo avvio da alcuni scatti che il fotografo ha effettuato nel 2008 ai padiglioni di Venezia in stato di disallestimento. Da qui poi la mostra prosegue con le fotografie che lui realizza su pellicola 35 mm e sgranate, in bianco e nero…simbolo quasi di un romanticismo che sfugge tra le mani o sotto i nostri occhi. Ma non manca di rivolgersi anacronisticamente al virtuale, anzi se ne serve a piene mani: alla fonte dell’infinitamente visibile Peters recupera immagini di oggetti antichi, di pornografia spinta, di gioielli e pattern per poi accostarli come per creare delle sintesi super evocative e rivelatrici. “La realtà che ci circonda e che Peters immortala con il suo obiettivo si intreccia con la sua immaginazione al punto da collassare sulle sue stesse fondamenta. I soggetti ritratti dall’artista covano la promessa di un pungolo ai nostri desideri più remoti e taciuti –la bellezza, paradossalmente senza tempo e carica di nostalgia, che vorremmo esperire e immortalare, ma che inevitabilmente ci elude con la complicità dei tempi moderni”.
Interview with Bart Julius Peters | bruno, Venice

Bart Julius Peters - TRICKS, bruno, Venezia 2017

Bart Julius Peters – TRICKS, bruno, Venezia 2017

Lucy Mckenzie, La Kermesse Héroïque
Palazzo Tito, Venezia
9 maggio > 10 settembre 2017

Il direttore artistico del Fiorucci Art Trust Milovan Farronato cura la prima mostra personale in Italia dell’artista scozzese Lucy McKenzie, che per l’occasione combina motivi dell’arte pubblica, trompe-l’oeil e arredamento d’interni, dimostrando una sua consueta propensione ad utilizzare meccanismi ed elementi propri delle arti decorative (artigianato e industria). Questo risulta evidente nella sua pratica pittorica, nell’uso di tecniche grafiche commerciali come il trompe-l’oeil, lo stencil e la produzione di insegne. “L’artista calibra l’oggettivo con il soggettivo, il caldo e il freddo, l’isterico con il razionale – riconoscendo l’interazione dinamica tra stile, ideologia e valore. I dipinti in La Kermesse Héroïque presentano una varietà di stili e dimensioni differenti – i lavori più evidenti si configurano come larghe tele non tese che emulano l’agrodolce qualità di certe tipologie di murales pubblici. Altrove, il mezzo pittorico è utilizzato per rappresentare le decorazioni e le confezioni per i beni di lusso egualitari, quali dolciumi e tabacco. L’eccesso di superficie culmina in manichini dipinti a mano, le cui teste sono state sostituite dai busti di Donatello raffiguranti Giovanni Battista e ‘vestiti’ grazie al trompe-l’oeil con aderenti tute da ginnastica”.

Flavio Favelli. Univers, Negozio metafisico
Fondamenta Sant’Anna. Castello 944, Venezia
8 > 14 maggio 2017

Da lunedì 8 a domenica 14 maggio e dalle 12 alle 22 Flavio Favelli aprirà a Venezia un negozio in cui verranno venduti a 20 euro ciascuno oggetti unici, originali, firmati e siglati dall’artista. Il sottotitolo “negozio metafisico” vuole mettere in evidenza la dimensione ossimorica di questo stesso punto vendita, in cui opere d’arte vengono vendute con meccanismi e modalità completamente diverse rispetto al vigente mercato dell’arte. “Un negozio di cose uniche ed esclusive che costano poco può essere solo un’opera d’arte penso a un negozio non conforme alla legge globale della società e del mercato, secondo cui la qualità si paga ed ha un costo elevato” (FF).

Patrick Tuttofuoco, If I Had Sneezed
MEGA — Dorso Duro 1114, Venice

Durante la settimana di inaugurazione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, MEGA si trasferirà a Venezia per presentare una mostra di Patrick Tuttofuoco che per la prima volta utilizzerà il linguaggio della pittura in un contesto domestico.

THE END OF UTOPIA — Jacob Hashimoto — Emil Lukas
Palazzo Flangini, Cannaregio 252 –  Venezia
12 maggio 2017 > 30 Luglio 2017

Due artisti americani conosciuti a livello internazionale sono stati invitati a Palazzo Flangini per allestire una mostra site-specific dedicata al tema della fine dell’utopia.
Jacob Hashimoto  ha ideato un’immensa e fluttuante scultura site specific costituita da 8.500 aquiloni neri di carta e bambù, sospesi dal soffitto e assemblati in una spettacolare nuvola ondeggiante.
l lavoro di Emil Lukas occupa il primo piano dello spazio. Lukas ha creato tre gruppi di opere, separati ma interconnessi: “Lens, Puddles, Threads” [Lenti, Pozzanghere e Fili]. Alla fine del salone, 650 tubi in alluminio, sono assemblati in una sorta di lente gigantesca. Attraverso i tubi saldati uno di fianco all’altro, la scultura concava è quasi iridescente, permette una visione che  si sposta a seconda dei movimenti dello spettatore.

Giovanni Anselmo
Elisabetta di Maggio
Fondazione Querini Stampalia e KRIZIA
Maria Morganti
Fondazione Querini Stampalia e Bonotto
10 maggio > 24 settembre 2017

Negli spazi della Fondazione Querini Stampalia, Chiara Bertola cura le mostre personali di Giovanni Anselmo ed Elisabetta di Maggio, rispettivamente intitolate “Senza titolo, invisibile, dove le stelle si avvicinano di una spanna in più, mentre oltremare appare verso Sud-Est, e la luce focalizza…” e “Natura quasi Trasparente”. Anselmo ha pensato a diverse installazioni da posizionare nello spazio progettato da Carlo Scarpa per la Fondazione, volendo creare una tensione dinamica che spinga lo spettatore da uno spazio all’altro per proiettarlo verso l’esterno, in un percorso dove l’installazione è insieme sosta e paesaggio. Elisabetta di Maggio ha invece pensato di coniugare l’ambiente intimo e privato di una stanza segreta della Fondazione, solitamente chiusa al pubblico e in cui sono conservati oggetti propri della famiglia che vi abitava, con elementi di un suo studio personale, oggetti collezionati nel tempo che sono una sorta di trasposizione del ritrovamento di se stessi in un luogo estraneo.
Sempre alla Fondazione Querini Stampalia, Chiara Bertola cura la mostra di Maria Morganti. L’artista milanese è stata invitata a mettersi in relazione con la Caffetteria progettata dall’architetto Mario Botta con il quale la Morganti si è confrontata per il progetto “Svolgimento di un quadro”. L’installazione permanente vede coinvolte le pareti di questo spazio, rivestite da arazzi creati e sviluppati in stretta collaborazione con Bonotto, una delle manifatture tessili più creative al mondo.

 Testi raccolti e redatti da Marco Arrigoni e Stefano Mudu

Maria Morganti, Stratificazione con Amazzonite , 2017, Amazzonite, pongo, legno, pittura a olio, foto Daniele Zoico

Maria Morganti, Stratificazione con Amazzonite , 2017, Amazzonite, pongo, legno, pittura a olio, foto Daniele Zoico

Giovanni Anselmo Senza titolo 1968 Acqua, acciaio, cotone Elemento in acciaio cm 51,3 x 29 x 29 Opera installata dimensioni variabili Foto: Archivio fotogra co Tucci Russo Courtesy: l’artista e Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Torre Pellice

Giovanni Anselmo Senza titolo 1968 Acqua, acciaio, cotone Elemento in acciaio cm 51,3 x 29 x 29 Opera installata dimensioni variabili Foto: Archivio fotogra co Tucci Russo Courtesy: l’artista e Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Torre Pellice