• Giovanni De FrancescoI, Senza Titolo (dalla serie Licaoni), 2015, stampa fotografica a colori (foto di Canio Salandra)
  • Raw Raw - Andrea Romano
  • van Moudov, coffee portrait, dettaglio di 'One Week Coffee Self-Portraits, 2007.
  • siliqoon - Marselleria
  • Linda Fregni Nagler - De Cardenas
  • Cory Arcangel - Lisson Gallery Milan
  • Luisa Lambri, Untitled (Sun Tunnels #06), 2014 - Courtesy Studio Guenzani, Milano
  • Pietro Roccasalva, The Wooden O, Galleria Zero..., Milan
  • © Attilio Maranzano. Courtesy The Estate of Juan Muñoz, Madrid
  • Miart2015
  • Ull Hohn, penis pattern, 1987. Oil on canvas. Courtesy the Estate of Ull Hohn, Galerie Neu, Berlin
  • Untitled (Isabella Stewart Gardner Museum, #17)
  • ARMADA - VEGANZA
  • Ibidem di Giovanni del Brenna
  • Ibidem di Giovanni del Brenna
  • Elad Lassry - Massimo de Carlo
  • Lupo Borgonovo and Lisa Rampilli -La porta d’oro (The Golden Gate), Lucie Fontaine
  • AGNES DENES. WHEATFIELD Porta Nuova, Milano - Fondazione Trussardi

AGENDA MILANO / 8 APRILE – 11 APRILE

Come le precedenti edizioni, miart ha dato luogo a The Spring Awakening, il programma di eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano.  Carta e penna alla mano, ecco l’agenda!

MERCOLEDì 8 

HangarBicocca (via Privata Chiese, 2) – Inaugura la mostra di Juan Muňoz a cura di Vicente Todolì.

Viene riallestita Double Bind, l’opera più importante dell’artista spagnolo Juan Muňoz (1953-2001), scomparso prematuramente nel 2001, e, insieme a questa, diverse opere – tra cui anche The Wasteland e Many Times - che ci permetteranno di venire a conoscenza con uno degli scultori più importanti dell’ultimo ventennio del Novecento, capace di cogliere e rivisitare l’arte classica attraverso il filtro di un approccio critico maturato mediante le Avanguardie del Novecento. Marionette, uomini deformi, nani ridenti, personaggi anonimi ci consentiranno di entrare nel suo mondo. 

Leggi l’intervista a Vincente Todolì

Triennale (viale Emilio Alemagna, 6) – Inaugura la mostra Arts & Foods a cura di Germano Celant.

Nel Padiglione Arts & Foods, l’unico di Expo 2015 ospitato dal Palazzo della Triennale, in un’area di 7000 mq tra spazi interni ed esterni del Museo del Design, si terrà questa mostra incentrata sul rapporto dell’arte col cibo, col convivio, con la nutrizione. Tutto mediante i lavori di artisti, scrittori, film makers, grafici, musicisti, fotografi, architetti e designers che, dall’Impressionismo e dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dalla Pop Art ad oggi hanno riflettuto su Nutrire il pianeta – Energia per la vita. 

Triennale (viale Emilio Alemagna, 6) – Inaugura VIII Triennale Design Museum - Cucina & ultracorpi a cura di Germano Celant.

Ispirata al libro L’invasione degli Ultracorpi di Jack Finney (1955) e all’omonimo film da esso tratto e girato da Don Siegel, l’Ottava Edizione del Triennale Design Museum vuole indagare la trasformazione degli utensili da cucina in macchine ed in automi, che, quasi come gli alieni del romanzo suddetto, si sono infiltrati nella vita di tutti i giorni, a partire dall’industrializzazione di massa del secolo scorso, soppiantando le più antiche pratiche umane del cucinare. Una riflessione che, dalla nascita del primo elettrodomestico, e attraverso l’evoluzione tecnologica, arriva fino alle ultime conquiste digitali, condotta con ironia e velata di inquietudine.

Lucie Fontaine (via Rinaldo Rigola, 1) – Inaugura Pink Writings di Irma Blank.

Irma Blank è un’artista che si serve di carte, fogli, tele, libri per riflettere sul dialogo (dialettico o meno) tra scrittura e disegno, scrittura e pittura. L’artista si trova, dunque, a vivere un’ansia constante nata dalla consapevolezza dell’importanza di dire e, insieme, della difficoltà estrema di dire sull’esistere, tra il tempo della vita e il tempo dell’opera (e nell’opera): ma come unire dire ed esistere? La Blank ci offre un percorso per riflettere sui modi con cui l’arte visiva può (o potrebbe) rappresentare l’esistenza, nel rapporto vivo e vissuto col mondo circostante, col tempo, con se stessi.

Gogol&Company (Via Savona, 101) – Inaugura Ibidem di Giovanni Del Brenna, a cura di Matteo di Castro.

La mostra proporrà una selezione di tredici immagini tratte dal libro Ibidem, un saggio che riflette sulle città contemporanee e sul loro assomigliarsi sempre di più, divenendo, di conseguenza, lo stesso luogo (in latino: “ibidem”). Il libro è, quindi, un insieme di fotografie di Giovanni Del Brenna (che catturano le città attorno alle quali si dipana il discorso), accompagnate da testi critici dell’antropologo Marc Augé e della storica della fotografia Carole Naggar.

BeatTricks (Via San Maurilio 4, 20123 Milano), Fantastica. The Way We Make Art una mostra ideata da Gabriele De Santis con Alessandro Agudio, Gabriele De Santis, George Henry Longly, Alek O., Jack Strange,  Santo Tolone & CURA 

Ex-casa Cipelletti (via Anfiteatro 9) – Apertura speciale di CASE CHIUSE #02 con Aldo Mondino e Tarek Abbar, a cura di Paola Clerico.

CaseChiuse è un progetto itinerante curato da Paola Clerico, che non si tiene nei soliti spazi destinati all’arte contemporanea di Milano, ma coinvolge strutture estranee a tale mondo. Questa volta è il turno dell’Ex-casa Cipelletti, in cui verranno esposti grandi lavori su carta proto surrealisti del periodo parigino di Mondino, che non sono altro che il preludio delle Tavole Anatomiche, in cui l’artista riflette sulla crisi del mondo contemporaneo nelle sue ripercussioni sociali ed antropologiche. Queste opere incontrano le mappe su carta tracciate con inchiostro nero e macchie rosse di Abbar. E’, anche in questo caso, una ricerca sulla seria e profonda osservazione della realtà; l’amore per il viaggio inteso come ricerca dell’altrove; l’impegno politico stemperato dall’approccio ludico e dalla sottile ironia; lo sguardo puro che accoglie lo stupore e la meraviglia. 

ARMADA (Via Privata Don Bartolomeo Grazioli, 73) – Inaugura VENGANZA (I don’t want to be friends) con Carol Bove, Lucy Dodd, Jana Euler, Betty Tompkins, Amalia Ulman, Julie Wachtel, a cura di Gea Politi.

GIOVEDì 9

fieramilanocity (viale Scarampo, gate 5, pad. 3) – Inaugura miart, fiera d’arte moderna e contemporanea.

Per i “fortunati”… la mega festa della Galleria T293ATPdiary… ti aspettiamo in pista!

Miart2015

Miart2015

VENERDì 10

Brand New Gallery (via Carlo Farini, 32) – Apertura speciale di: New Vibrations, con Jennifer Boysen, Kadar Brock, Donna Huanca, Evan Nesbit, Nicholas Pilato, Graham Wilson e Jeff Zilm & Fatal Dad, con Brian Kokoska & Zack Davis.

New Vibrations è una collettiva di artisti statunitensi che indagano il mezzo pittorico nei suoi aspetti formali e materici, che non vengono scissi, ma considerati in un binomio stretto dal quale, poi, sviluppare studio e scoperta di nuovi procedimenti rappresentativi. Si passa dall’utilizzo di cemento di Pilato, agli assemblaggi pittorico-scultorei di oggetti e tele dipinte della Boysen; dalle tele di juta dipinte dalla parte opposta a quella esposta di Nesbit, all’unione di opere bidimensionali e tridimensionali della Huanca; dalle opere raschiate e levigate e dalla vernice raggrumata o aspirata come polvere di Brock, al lavoro intimo e disperato di una trapunta cucita in un periodo di malattia ed angoscia di Wilson, fino ai dipinti monocromi realizzati con pellicola 16 mm di Zilm.  

Galleria Raffaella Cortese (via Stradella, 4) – Inaugura Water Teller di Roni Horn.

L’artista americano Roni Horn, che, attraverso fotografie, disegni, sculture, istallazioni, performance, libri d’artista, indaga temi quali il cambiamento, la percezione e la memoria, per questa mostra personale propone il lavoro Water Teller (2011-2014), consistente di otto paia di fotografie, ciascuna costituita da quattro immagini del viso del fotografo Juergen Teller, che, però, non sono catture dirette del suo volto, ma del riflesso dello stesso sulla superficie dell’acqua. Le immagini, di per sé non “reali” (in quanto rappresentazioni), propongono una figura che, ancora, è solo un riflesso della realtà, in un gioco di rimandi e contraddizioni continue.

Galleria Monica De Cardenas (via Francesco Viganò, 4) – Inaugura Pour commander à l’air di Linda Fregni Nagler

Le fotografie qui esposte propongono immagini di persone in equilibrio precario o in procinto di saltare. Si tratta di immagini di giornali del Novecento, raccolte negli anni dall’artista, poi ri-fotografate ed ingrandite in camera oscura. E’ un’analisi tautologica sulla fotografia documentaria: noi non sappiamo nulla del futuro dell’uomo rappresentato (sarà caduto? avrà mantenuto l’equilibrio?), cosa sappiamo della fotografia in sé (ingrandita? ri-fotografata? modificata?)? Sono poi presenti altre fotografie di tre sculture della Nagler che ripropongono macchine per direzionare il volo dell’areostato, costruiti per Nadar da Gustave de Ponton d’Amécourt. L’artista ha trovato le fotografie di tali macchine (ora distrutte), le ha ricostruite basandosi su esse, le ha ri-fotografate dal medesimo punto di vista e si è chiesta: cosa nasconde il soggetto di una fotografia dietro il punto di vista da cui è stato ripreso?

Massimo De Carlo (via Giovanni Ventura, 5) – Inaugura la mostra di Elad Lassry

In galleria si avrà l’occasione di conoscere i nuovi lavori di Elad Lassry, artista israeliano riconosciuto a livello internazionale, di cui, in Italia, abbiamo reminiscenze dalla 54esima edizione della Biennale di Venezia e dalla panoramica tenutasi al PAC di Milano nel 2012. L’artista lavora con l’arte visiva in ogni sua esplicitazione (fotografica, scultorea, performativa,…), indagandone le ripercussioni socio-culturali nel mondo odierno e l’ubiquità nel nostro panorama artistico. Memoria, fine imminente, assenza di parole, attrattività e ripulsa sono alcuni dei temi suoi propri. 

Studio Guenzani (via Bartolomeo Eustachi, 10) – Inaugura la mostra di Luisa Lambri

Ispirata al movimento Light and Space del Sud della California, al Neo Concretismo brasiliano e al Minimalismo, Luisa Lambri propone spesso fotografie di architettura residenziale, della quale offre, quasi fossero immagini astratte e minimali, scorci prospettici, finestre, fonti di luce, porte, armadi, talora accostandoli ad elementi organici, andando a creare scenari anche trascendenti e spirituali. Per questa mostra, verranno presentati alcuni dei suoi ultimi lavori, tra cui le fotografie dei Sun Tunnels di Nancy Holt nel deserto dello Utah ed anche anche una fotografia realizzata all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

A arte Invernizzi (via Domenico Scarlatti, 12) – Apertura speciale di One More Time di François Morellet

L’artista francese propone tele e neon, in cui, come suggerisce Enrico Mascelloni, “vi è come un allentamento dell’effetto-griglia, al punto che i neon stessi si piegano e diventano flessuosi, quasi danzando sopra la superficie dell’opera. I lavori coevi – organizzati in esili griglie segniche spezzate – suggeriscono un andamento musicale, simulando una dimensione di profondità e persino una sequenza di cubi per poi negarli allo sguardo successivo, riportandoci alla sostanza del lavoro di Morellet: al necessario rigore che, solo, permette alla percezione di diventare consapevole e dunque godere della propria ambiguità”.

Kaleidoscope (via Macedonio Melloni, 33) – Inaugura la mostra di Austin Lee e Memphis

In occasione di miart e del Fuorisalone, lo spazio espositivo propone un confronto tra arte e design declinato nel rapporto tra i vasi in vetro di Memphis, il collettivo di designer guidato da Ettore Sottsass negli anni Ottanta, e i dipinti dell’artista americano Austin Lee. Di quest’ultimo sarà proposta anche MeArt, un’installazione che si serve della pittura per riflettere su manuale e digitale.

kaufmann repetto (via di Porta Tenaglia, 7) – Inaugura la mostra di Nicola Martini e Andrea Kvas

I due artisti proporranno progetti separati ma in serrato dialogo tra di loro, nato dalla condivisione di pratiche e, d’altra parte, dello spazio espositivo. In un continuo relazionarsi dinamico, l’allestimento stesso è soggetto a modifiche e rivisitazioni analitiche e sperimentali.

Lisson Gallery (via Bernardino Zenale, 3) – Inaugura Hot Topics di Cory Arcangel.

Leggetevi l’intervista che abbiamo fatto all’artista

Fondazione Marconi (via Alessandro Tadino, 15) – Inaugura In principio era il disegno. Disegni 1959-1977 di Giuseppe Uncini e Le Grand Jour à l’Île de la Grande Jatte di Marcello Jori

Di Jori saranno esposti quadri di grandi dimensioni realizzati con pittura ad acqua su carta artigianale fusa con la tela. Un artista eclettico ed enciclopedico (detto alla rinascimentale), che sa spaziare dalla pittura alla letteratura e all’illustrazione, dalla fotografia al design, dopo ben quattro anni di lavoro, presenta il punto d’arrivo e di partenza di una ricerca “in cui il tempo non ha inizio e non ha fine, un luogo in cui gli artisti non sono mai morti e quelli viventi saranno sempre vivi”. Di Uncini, invece, sarò predisposto un percorso che ripercorre tre momenti della produzione dell’artista, ricostruiti tramite l’esposizione dei disegni preparatori. Si avranno, dunque, i progetti su carta per la creazione dei Cementarmati, per lo studio del rapporto luce-ombra e per la realizzazione dei Terracementi e delle Colline artificiali. Insieme a tali disegni, anche opere in ferro e cemento, tipici materiali della scultura dell’artista. 

Giò Marconi (via Alessandro Tadino, 20) – Apertura speciale della collettiva YES WE’RE OPEN

Prima mostra del nuovo spazio della galleria (disegnato da Kuehn Malvezzi), con ben 27 artisti del suo seguito, è una grande collettiva vissuta come celebrazione o festa di compleanno di un cammino iniziato nel ’90, che, come conferma ancora dopo 25 anni, ha saputo rintracciare artisti emergenti, portarne avanti di affermati e riproporne di storici, offrendo riflessioni anche nuove ed innovative nel contesto milanese.

Lorenzelli Arte (corso Buenos Aires, 2) – Apertura speciale di Silenzio: parla la pittura di Giorgio Griffa

L’artista torinese propone delle tele di juta non fissate ad un telaio, ma appese libere alle pareti così come si danno, con le loro pieghe naturali. Su di esse esegue, con acrilico colorato, diversi tratti: linee orizzontali o verticali, punti, segmenti brevi. Il colore si adagia sulla tela morbida e mossa, prendendo slancio e movimento.

Marsèlleria (via Paullo 12/A) – Inaugura Pure Disclosure, con Alessandro Agudio, Daniel Keller, Andrea Magnani e Timur Si-Qin, a cura di Siliqoon

Prodotta da Siliqoon, laboratorio di produzione artistica con base a Milano che offre possibilità di dialogo e partecipazione tra artisti ed aziende, la mostra è il risultato di un progetto iniziato nel 2014, in cui Siliqoon ha offerto ai quattro artisti di collaborare con aziende dell’eccellenza italiana, nell’ambito di una residenza ospitata da Casa Natali/MAMbo e Spazio RAUM a Bologna. Lo spazio di Marsèlleria presenterà le opere nate da tale progetto, che rifletterà sul rapporto arte-azienda; artificio-natura; poeticità-commercialità.

Primo Marella Gallery (viale Stelvio, 66) – Inaugura The Hunting Ground di Ronald Ventura

L’artista offre opere che indagano il confine, labile e pericoloso, tra ragione e istinto, tra controllo e borderline. Il tutto è espresso tramite rappresentazioni di leoni, volpi e tigri, che diventano espressione di regalità e fascino, più che di potere selvaggio e minaccioso. Rami spigolosi si intersecano con linee rette di grande spessore; figure femminili sono cosparse di petali e piume. Lo spazio della galleria sarà oscurato e ci saranno solo quattro tenui fonti luminose. Inoltre, saranno disposti alberi morti, sculture minacciose, teche con gli oggetti della tortura degli animali.

MIA Fair – Milan Image Art Fair (The Mall, Milan Porta Nuova) ☛ 

Nata nel 2011 dall’idea di Fabio Castelli, la Fiera della Fotografia e dell’Arte in Movimento propone diversi stand, ognuno destinato ad un solo artista, al quale, inoltre, è realizzato un catalogo personale. Per questa sua quinta edizione, in occasione di Expo 2015, aggiunge una novità: la presenza di stand con mostre collettive di artisti, tutte, però, curate e, dunque, rispondenti ad uno specifico progetto espositivo ispirato ai temi di Expo.

Prometeogallery (via Giovanni Ventura, 3) – Inaugura GLOBAL EDUCATION / E = EMIGRATION di Giuseppe Stampone

Inaugura una nuova mostra di Stampone, artista che lavora fra Teramo e New York e riflette spesso su tematiche socio-culturali, coi loro risvolti economico-politici, quali emigrazione, risorse idriche, guerre,…, affrontandoli con mezzi come i new media. In un approccio didattico e pedagogico, utilizza le sinergie dei linguaggi artistici associati alla didattica e rivolti al sociale: crea opere con l’intenzione di comunicare nel quotidiano per modificarne le relazioni sociali.

Galleria Tonelli (corso Magenta, 85) – Inaugura una mostra su Lucio Fontana

Una nuova mostra del maestro dello spazialismo, che, come ci ricorda nel suo scritto Manifesto tecnico dello spazialismo (1951): “Tutte le cose sorgono per necessità e valorizzano le esigenze del proprio tempo. Le trasformazioni dei mezzi materiali della vita determinano gli stati d’animo dell’uomo attraverso la storia. Si trasforma il sistema che dirige la civilizzazione dalle sue origini”. 

ZERO… (viale Premuda, 46) – Inaugura Pietro Roccasalva

Inaugura una nuova mostra dell’artista siciliano Pietro Roccasalva (del quale sono presenti alcune opere anche nella mostra Groowing Roots a Palazzo Reale – http://atpdiary.com/exhibit/growing- roots-15-anni-del-premio-furla/), autore di lavori di estrema delicatezza e di forte afflato poetico, che nascono da quelle “situazioni d’opera” che nascono da un’analisi profonda e meticolosa sul tempo, sulla contemplazione e sull’assenza (tra gli altri). 

Museo del Novecento, Palazzo dell’Arengario (via Marconi, 1) – Inaugura Artevisione, un progetto di Careof e Sky per supportare i giovani artisti italiani In collaborazione con Sky Arte HD

Artevisione è un progetto patrocinato da Careof e Sky Arte, che ha concesso quattro borse di studio ad altrettanti artisti italiani per la produzione di opere-video che interagissero col mondo della televisione e del cinema, dai quali e sui quali dare inizio una riflessione analitica e tautologica. Verranno esposti lavori capaci di incunearsi in quei meccanismi tecnici e metodologici che restano nascosti, indiscreti, dietro l’occhio dello spettatore, alle spalle del camerista, del produttore, ecc. Verranno presentate opere di Yuri Ancarani, Giuseppe Fanizza, ZimmerFrei e Francesco Bertocco.

Sede di  unFLOP (Via Cadolini 32 20137 Milano) —Work n. 0 di Emanuele Becheri e Giovanni Kronenberg dalle 20.00 alle 20.30

All’interno del progetto Fieldsquare, la Galleria FuoriCampo presenta Work n. 0 di Emanuele Becheri e Giovanni Kronenberg. Provenienti entrambi dal contesto delle arti visive, per questa occasione gli artisti presentano una per- formance musicale che considerano un’ estensione della loro ricerca. Seppur distante dal loro lavoro e in maniera del tutto indipendente l’uno dall’altro, questa esperienza sonora svela alcuni punti di contatto su cui hanno edificato le basi del progetto: in particolare l’attitudine e la predilezione per la dimensione astratta – facilmente rilevabile per esempio nei segni e disegni di entrambi – e un interesse per tempi lenti, sospesi e dilatati che ne accomuna la pratica artistica.

RAWRAW Edizioni (via Averardo Buschi 25) – Presentazione di Potsherds And Gazes BOOK LAUNCH di Andrea Romano.

Si tratta del nuovo libro di Romano, che è il primo volume della nuova collana PAPER SPACE COLLECTION (PSC_01) curata da Davide Giannella, , con la nuova art direction di Marco Fasolini e Studio Temp.

SABATO 11

Fondazione Riccardo Catella, in collaborazione con Fondazione Nicola Trussardi e Confagricoltura (via De Castillia 20) – Inaugura Wheatfield, un progetto dell’artista Americana Agnes Denes

Si veda l’articolo dedicato: ☛ 

Peep-Hole (via Stilicone, 10) – Inaugura Painting, painting di Ull Hohn (con frame di Tom Burr) 

Scomparso all’età di 35 anni nel 1995, Ull Hohn è un artista tedesco che, negli anni dell’Institutional Critique, propone pitture capaci di assimilare, in modo coerente e profondo, pratica pittorica e critica d’arte. E’, la sua, una pittura che riflette su di sé, si auto-analizza ed auto-rivela, è una pittura, in ultima analisi, che è “al di là della pittura”. La mostra ospitata da Peep-Hole offre una panoramica dell’evoluzione del lavoro di Hohn, mettendolo in relazione con l’opera di Tom Burr, la cui ricerca nasce dallo stesso contesto storico-artistico e la cui esperienza artistica non può prescindere dal rapporto avuto con Hohn allo Whitney International Study Program, dove i loro studi erano separati da una sola parete. 

Piazzetta di Brera (Esterno Accademia di Belle Arti) – Presentazione di …Mom, Dad di Patrick Tuttofuoco (Installazione d’arte pubblica) a cura di Nicola Ricciardi

“…Mom, Dad” è una scultura composta da due elementi: il primo riproduce il volto di Alessandro Magno e il secondo quello di Nefertiti. Entrambi sono ingranditi e stampati su una struttura d’acciaio, in un percorso che va dalla lettura della fisionomia del volto, al debito con la statuaria classica, all’approccio progettuale ai materiali.

Dimora Artica (Via Matteo Maria Boiardo, 11) – Giovanni De Francesco, Licaoni 

Dimora Artica ospita l’installazione LICAONI, nella quale Giovanni De Francesco ha progettato un sistema di relazioni tra un suo nuovo gruppo scultoreo e altri elementi che per vicinanza o contatto ne amplificano le possibilità semantiche. Il nome dell’installazione è stato ideato dal designer Andrea Branzi su invito dell’artista stesso.  Nelle sculture presentate per l’occasione, tipici soprammobili di ceramica smaltata s’intersecano con monoliti di gesso colorato che ne interrompono la sinuosità. Come fossero finalizzati alla creazione di un calco, i solidi geometrici riempiono lo spazio intorno alle forme vagamente organiche della ceramica, dando ad esso una presenza plastica. Il pieno e il vuoto ottengono così entrambi una presenza fisica concreta, espressa nella stessa porzione di spazio.

5Vie District (via Zecca Vecchia, 3 ang. Via Fosse Ardeatine) 

All’interno del distretto delle “Cinque Vie” di Milano, inaugura, nello spazio Garage Sanremo, Exercises in Seating di Max Lamb, a cura di Federica Sala: una retrospettiva monografica sul lavoro del designer-scultore inglese Max Lamb, con l’intenzione di proporre suoi pezzi storici in modo da ragionare sulla ricerca materica e sull’analisi produttiva condotta dall’artista, i cui lavori sono contestualizzati mediante una selezione di fotografie, video ed illustrazioni sue proprie.

Oltre a questa, in RestartMilano (via Santa Marta, 10), inaugura il progetto VOYEUR (about seeing and being seen) Cinema Beltrade (via Oxilia, 10) – Proiezione de Il gesto delle mani del regista Francesco Clerici. (evento ad invito!)

Il film è un’analisi del lavoro dell’artigiano della fusione a cera persa, grazie alla quale molti artisti (di ieri e d’oggi) realizzano le loro sculture. E’ in un’indagine che prende le mosse dalla storica Fonderia Artistica Battaglia di Milano e che riflette sull’immutabilità di un processo antico e fondamentale per l’arte, figlio di una tradizione preziosa e radicata. 

h+ (Via Varese 12) – Presentazione di YOU ARE ME di Sebastiano Mauri. L’artista italo-argentino presenta una live installation in collaborazione con Otto Zoo, in cui lo spettatore sarà il vero protagonista dell’opera. Ognuno di noi, infatti, se entrerà negli spazi di h+, verrà ripreso e, poi, il suo viso sarà proiettato su una tela, presente nello spazio espositivo, raffigurante dei lineamenti tratteggiati di un altro viso. Il gioco di sovrapposizione darà luce ad un nuovo profilo, che sarà poi fotografato dall’artista, la cui stampa sarà, per chi interessato, venduta.

ASSAB ONE (via Assab, 1) – Inaugura The Wall (archives)#10, un progetto di Pietro Gaglianò 

Giunto alla sua decima edizione, il progetto di Pietro Gaglianò consiste nella collezione di opere di vari artisti che, poi, il curatore presenta in occasioni diverse. I contributi sono ad ora oltre duecento, riguardanti immagini, testi, video, opere, che verranno presentati, questa volta, negli spazi si Assab One.

© Attilio Maranzano. Courtesy The Estate of Juan Muñoz, Madrid

© Attilio Maranzano. Courtesy The Estate of Juan Muñoz, Madrid

Ibidem di Giovanni del Brenna

Ibidem di Giovanni del Brenna