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Afferra fra i denti. Applaudi. Se spezzi, alzati. Una volta in piedi, incita. E’ il sottotitolo della performance di Italo Zuffi “L’ultimo ruggito” inscenata da O’ la sera del 7 marzo nell’ambito della rassegna “Matter of Action”.

Zuffi è un artista di poche parole (il che, da genovese, ho sempre pensato sia un pregio). L’atmosfera era tesa. Italo appariva molto concentrato e aveva un cronometro in mano. La performance (del 2008), iniziata con movimenti di gruppo un po’ militareschi mi è sembrata efficace: nove coppie di persone dello stesso sesso, dopo essersi schierate in quadrato e inginocchiate l’uno in faccia all’altro, dovevano tenere un cracker tra i denti e, ad intervalli regolari, battere le mani dietro la schiena. In caso di rottura del cracker la coppia doveva alzarsi e, contemporaneamente ai battiti di mani delle altre coppie, incitarle scandendo la parola “coraggio”. Il tutto fino alla rottura dell’ultimo cracker.
Un’amica che potrebbe saperne abbastanza mi ha detto: “secondo me a Italo piace fare le performance perché si diverte a tormentare chi vi partecipa…” che sia vero?

Andrea Balestrero