Un corpo pensato come un giocattolo, da smontare, fare a pezzi, ribaltarlo, ricostruirlo, ricolorarlo. Come vedono i bambini il loro corpo o il corpo dei ‘grandi’. Immagino che per capirlo ci voglia non poca empatia con l’immaginazione sfrenata e indisciplinata dei bambini.
Possiamo provare ad intuire come vedono e capiscono il corpo, ma lo facciamo per tentativi, a tentoni. 

Adelaide Cioni si è messa alla prova con il bellissimo libro dal titolo I see me. And you and you and you, edito da Les Cerises. Per chi non conoscesse è una casa editrice che, in cinque anni, ha dato vita ad una collana di libri senza parole, a tiratura limitata, realizzata da artisti, design e architetti. Per ora ha all’attivo le collaborazioni con Ingrid Hora, Simone Berti, Alessandro Sarra, Maria Morganti, Antonio Rovaldi, Chiara Camoni ed Emanuele Oliveri.

Tra le pagine, il corpo per Adelaide Cioni diventa una abbecedario con un suo originalissimo alfabeto, fatto di lettere ascendenti e discendenti portatrice di un codice tanto naturale quanto immaginifico. Gambe e braccia, piedi, organi, peli, mani: sono elementi di un linguaggio a misura di bambino che, noncurante delle convenzioni, si crea le sue storie e i suoi personaggi o luoghi fantastici.

Ecco che un sedere diventa una valle, le mammelle dei monti o due occhi, un piede un drago o, per l’inverso, un semplice piede con occhi al posto delle unghie. Significativo che non compaia mai una testa, un volto: ulteriore scelta che sollecita il bambino a immaginare se stesso disegnato o nascosto tra i vari arti.  

La semplicità con cui Cioni racconta il corpo, utilizzando il colore delle pelle – bianca, gialla, rosa, marrone – come fosse un umore più che un segno distintivo, lascia libera l’immaginazione per riadattare le visione del corpo come fosse un nuovo pianeta da edificare e vivere.  
Più che rispondere alla classica domanda: come siamo fatti? Il libro sembra interrogare i bambini (ma anche gli adulti) su quanti corpi possiamo avere se, divisi in parti, la loro somma non è mai né misurabile, né ripetibile: perché ogni singolo disegno diventa un luogo a se, un corpo a se, con una propria significazione.
I disegni dal tratto semplice e marcato, colorati con macchie di colore che si fanno beffa dei bordi canonici, sembrano dettati da una sensibilità più tattile che visiva: ecco allora che l’andare a tentoni, il palpeggiare la carne, i muscoli, sentire le ossa sotto la pelle, da vita a un immaginario intimo e al tempo stesso universale, comune e al contempo  personalissimo. In altre parole, a misura di bambino.  

Stampato in tiratura di 700 esemplari, il libro contiene 64 tavole originali realizzate dall’artista ad acrilico e inchiostro.