Cava di argilla di Cambiano,   Munlab - Foto Caretto e Spagna

Cava di argilla di Cambiano, Munlab – Foto Caretto e Spagna

ABITARE IL MINERALE è un progetto realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Francesca Comisso, Luisa Perlo e Marianna Vecellio, nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative” della Compagnia di San Paolo.
Il progetto ruota attorno alla relazione tra l’ambiente materiale e la dimensione immateriale della vita informata dalle tecnologie digitali; un rapporto che è posto in dialogo con le teorie filosofiche e scientifiche del nuovo materialismo e del nuovo realismo.
L’intento di sviluppare una metodologia riflessiva apre il progetto verso discussioni, esplorazioni, ricerca, eventi performativi e lectio magistralis sul tema, approfondendone l’influenza esercitata sulla ricerca artistica contemporanea: parte dell’attuale periodo di produzione culturale muove infatti dal presupposto dell’esistenza di un mondo materiale indipendente dalla mente umana, nonché agente a prescindere dalla capacità dell’uomo di conoscerlo.
Una prospettiva che, al di là delle specifiche dei due schieramenti, permette sia ai materialisti sia ai realisti il superamento del pensiero tipicamente novecentesco della contingenza del significato e della molteplicità dell’interpretazione.
Un inserimento quindi a monte, a sostegno (o riscoperta?) di una realtà-prima, in anticipo rispetto punto di messa in moto del relativismo dello scorso secolo: tuttavia ciò non porta all’inconoscibilità della realtà, ma piuttosto mette di fronte al fatto compiuto che essa possa essere a prescindere dall’agito dell’uomo.
Inevitabilmente si presenterà anche un punto di confronto tra le due impostazioni: da un lato il realismo odierno mette in primo piano l’ontologia di stampo britannico object oriented, per una posizione paritaria degli oggetti, esenti da gerarchia e al tempo stesso amplificatori del desiderio di ripristino della verità.
Dall’altro lato il materialismo di un post-umano quale post-antropocentrico, del vacillare del cartesiano dogma del cogito per far fronte a una presa d’atto di una materia dotata di una proto-intelligenza, di capacità autorganizzative e morfogenetiche, dimenticando i dualismi novecenteschi fino alla sparizione del confine tra filosofia e scienza.

Su queste premesse ABITARE IL MINERALE abbraccia allora la forma di un moderno simposio, con una prima serie di incontri organizzati all’interno del Castello di Rivoli, per poi assumere un carattere più itinerante alla scoperta di altri luoghi, ovvero geositi nel territorio del Piemonte, in cui prenderanno vita discussioni e performance dal carattere interattivo.
La prima parte del programma, dal titolo Incontri #1, si tiene dal 2 dicembre 2016 al 4 febbraio 2017. L’appuntamento inaugurale ha previsto la visita guidata alla mostra Ed Atkins con Marianna Vecellio, curatrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea: a corredo vi è stato un approfondimento della prolifica pratica di scrittura dell’artista inglese, in cui sono state proposte le letture di alcuni estratti tratti da Death Mask I e II. Le due sceneggiature mostrano come Atkins si focalizzi su corpo e materia nell’era digitale, tramite l’uso dell’alta definizione e cogliendo aspetti sostanziali del nuovo materialismo.
I successivi appuntamenti di Incontri #1 comprendono un ciclo di tre lezioni di  Francesco Bernardelli, critico e curatore, nonché esperto di cinema sperimentale artistico, che racconterà come il mezzo cinematografico abbia trasformato il modo di osservare e costruire l’idea di realtà tramite le ultime frontiere digitali. Il presupposto è la nozione stessa di live performance che nasce con l’invenzione dei primi sistemi di documentazione: è anche il momento in cui la performance stessa si confronta con la sua mediatizzazione, l’atto di essere riprodotta. Un raffronto con il reale all’interno della ricerca artistica contemporanea, a partire dagli anni ’60, dal cinema delle avanguardie.

Seguiranno gli appuntamenti di carattere performativo dei due giovani artisti Roberto Fassone e Luca De Leva: il ruolo del protagonista sarà quello della riflessione neomaterialista degli anni ’90, tramite lo sviluppo del rapporto con il mondo digitale, e in particolare nel momento iniziale della diffusione di internet: un’accessibilità graduale che ha dato il via sia a un ottimismo tecnologico sia a una corrente di pessimismo interno della cybercultura, con i primi filosofi che si occupano dell’imminente influsso del web sulla società.
Roberto Fassone proporrà un gioco-software, dal nome sibi [come fare un’opera d’arte concettuale], ovvero un generatore automatico di artefatti artistici. La presentazione sarà accompagnata da una conferenza sui processi creativi che, come per la performance, vedrà il coinvolgimento del pubblico.
Luca De Leva presenterà Cronache da un altro occhio, un’esperienza che sta conducendo da un po’ di tempo con la sua compagna: attraverso l’uso di un sistema di occhiali per la realtà virtuale crea un’operazione di radicale scambio di vista, cosicché, invertendo i dispositivi, ciascuno nella coppia veda l’esperienza dell’altro.
Infine una conferenza del filosofo Leonardo Caffo, che parlerà della natura partendo dalla propria riflessione: “a natura selvaggia come un luogo a cui tornare piuttosto che il punto di vista della natura, come la retorica animante delle ecologie, degli ambientalismi e naturalismi contemporanei. Ma se la natura fosse anch’essa un oggetto sociale? Se la natura, dunque, non fosse naturale?”

Concluso il ciclo di Incontri #1, in primavera avrà inizio la seconda parte del programma con un round di conferenze tenute da ospiti quali ad esempio Karen Barad, la quale tratterà il concetto del suo agencial realism.
Vi sarà quindi anche un intervento di Carolyn Christov Bakargiev che tramite la propria ricerca ha creato e sottolineato il ponte tra le teorie filosofiche e l’arte: se già in Documenta (13) ciò era insito nel suo pensiero, oggi l’approccio adottato è ancor più crossdisciplinare, a dimostrazione di come il curare una mostra non possa escludere il trattare e raccontare anche di altre materie.
Le discussioni tenute presso il Castello si prolungheranno successivamente, come in un grande laboratorio d’indagine, tramite tre ulteriori appuntamenti nei geositi nel territorio del Piemonte, in cui lo scopo sarà di entrare direttamente a contatto con i luoghi, tramite un rapporto fisico non solo con le persone ma bensì anche con la materia che verrà esaminata.
Il primo appuntamento è con l’artista norvegese Marianne Heier, presso una cava di pietra di Luserna a 1.300 metri di altitudine, a Montoso (Bagnolo Piemonte). Una cava dal carattere scenografico, che ricorda la conformazione del teatro greco, dove si esibirà in una performance un gruppo di danzatrici norvegesi.
Il secondo appuntamento sarà con Giovanni Anselmo, figura di riferimento dell’arte povera, in una conversazione presso la Rocca di Verrua Savoia, vicino a Chivasso, con a confronto un artista di una generazione più giovane, ovvero Massimo Bartolini.
L’ultimo incontro vedrà coinvolti due importanti geositi nei pressi di Torino, la cava di argilla di Cambiano e la cava di gesso di Moncucco. Per l’occasione, accompagnati dal geologo Marco Giardino professore dell’Università di Torino, i due artisti Caretto e Spagna realizzeranno un particolare progetto, lavorando sulla nozione di mineralità.

ABITARE IL MINERALE è stato concepito inoltre come percorso formativo, caratterizzato da un ciclo di lezioni e da un laboratorio di storytelling finalizzato alla narrazione del progetto attraverso il video, la fotografia digitale e altri contenuti multimediali, rivolto a studenti di discipline artistiche e creative, guidato dalla filmmaker Irene Dionisio e della fotografa Francesca Cirilli in qualità di tutor.

Programma degli incontri – Abitare il minerale 2016-2017

Ugo Mulas,   Lucio Fontana,   1964-1966,   Milano Courtesy Archivio Ugo Mulas,   Milano – Galleria Lia Rumma,   Milano /Napoli Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati.

Ugo Mulas, Lucio Fontana, 1964-1966, Milano Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano /Napoli Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati.