• Basel Abbas & Ruanne Abou- Rahme, Collapse, 2009 video still dimensions variable Courtesy of the artist and Carroll /
  • Rodel Tapaya, The Magic Stone, 2012 Acrylic on canvas 152 × 193 cm Courtesy ARNDT
  • Flavio Favelli, Fanta Maradona, 2014 sticker on photo print 13 x 17 cm Courtesy Francesca Minini, Milan and Studio SALES di Norberto
  • Anna Maria Maiolino, Untitled, from Filogenéticos series, 2014 Acrylic ink on paper 45,5 x 30,5 cm Courtesy of the artist and Galleria Raffaella Cortese
  • Tano Festa, A Sinistra Coriandolo, 1985-86 Courtesy L’artista e la Galleria Vistamare

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E’̀ stata presentata, nella torre UniCredit di Milano, la 22° edizione della fiera di arte contemporanea Artissima, capitanata per la quarta volta da Sarah Cosulich Canarutto, che si terrà nell’Oval di Torino dal 6 all’8 novembre 2015. Già dalle prime battute della direttrice, i ringraziamenti sono andati a UniCredit, “preziosa e principale” partner da 13 anni della fiera.

Importanti e inopinabili, restano i numeri, ricordati più volte durante la presentazione per ovvi motivi: 207 le gallerie ospitate da 31 paesi differenti (la percentuale di espositori stranieri è del 67%); oltre 2000 opere in mostra; più di 50 curatori e direttori di museo nelle giurie; 50.000 euro di premi per artisti e gallerie.

“Non sono sola quest’anno a presentare Artissima. Sono contenta che con me ci siano Luigi, Eva, Simone, Stefano e Maurizio”. Informale, la Cosulich Canarutto presenta velocemente i curatori coordinatori delle sezioni della fiera rispettivamente Eva Fabbri per la sezione Back to the Future, Simone Menegoi per Per4m, Luigi Fassi per Present Future, Stefano Collicelli Cagol curatore di “In Mostra” – esposizione-novità di questa edizione -, e Maurizio Vetrugno (altra new entry curatoriale), artista che cura “Opium Den”: la trasformazione della Vip Lounge in una vera e propria installazione “eclettica e sfarzosa”.

Le figure curatoriali, che – come sottolinea la direttrice – “condividono l’anima della fiera. Artissima è fatta da tasselli, entusiasmo e passioni condivisi: insieme si contribuisce al successo. E’ fondamentale condividere i meriti”. Dopo quattro edizioni, continua, “è tempo di porsi delle domande per comprendere il funzionamento, i possibili sviluppi e, non ultimi, rinforzare le potenzialità degli anni scorsi.”

Seguono le domande emerse nella presentazione.

Come è cresciuta Artissima in questi anni?

“Fondamentalmente si vuole differenziare dalle altre fiere, in un’epoca in cui ne nascono sempre di nuove, soprattutto nei paesi emergenti. Quindi c’è bisogno di competere e noi lo facciamo con un’identità particolare: siamo una fiera che si rinnova, che ogni anno crea iniziative diverse – e che spesso vengono anche copiate.” Con forza e vigore, la direttrice sciorina una lunga serie di primati: “Siamo la prima fiera ad aver creato un focus sulle avanguardie storiche; la prima fiera a introdurre PER4M come sezione commerciale; la prima a premiare gli artisti con una mostra museale (Castello di Rivoli); la prima a trasformare i talks in eventi itineranti; la prima con la sezione “In Mostra”; la prima ad avere una vip lounge curata, che non sia solo uno spazio funzionale. L’idea del ‘guardare fuori’ è sempre importante quando si innova, ma occorre anche essere fieri di ciò che si realizza. Siamo poi una fiera caratterizzata da una coerenza progettuale. Quest’anno abbiamo inoltre proseguito il nostro lavoro di espansione internazionale, coinvolgendo ancora di più l’America Latina, il Brasile, l’Israele e i paesi Mediorientali”.

Cosa rende Artissima speciale? Come competere?

“Uno degli elementi primi è la selezione che viene fatta. Ad Artissima il 35% delle gallerie che fanno domanda non vengono accettate: desideriamo focalizzare la nostra identità. La selettività delle sezioni curate è fondamentale, come il coinvolgimento di grandi curatori internazionali. Il tutto è finalizzato ad offrire questa riconoscibilità, ad uscire dalle dinamiche locali”.

Come aumentare la qualità?

“Essa dipende dalla forza delle iniziative. Per esempio Back to the Future quest’anno è riservata alla decade 1975-1985, che ha un ruolo molto importante oggi per il contemporaneo. I curatori coinvolti non sono solo nomi che fanno rumore e di cui vantarci, ma sono tra i più grandi direttori di musei e curatori internazionali. Vengono a Torino, stanno con noi, non solo selezionano, ma propongono”.

Qual è il motore della fiera?

“Il collezionismo. Se il collezionista compra, le gallerie sono contente e ritornano: i collezionisti saranno quindi importanti protagonisti. Abbiamo deciso di coinvolgerli nei dialoghi itineranti degli Walkie Talkies (conversazioni tra un curatore ed un collezionista negli stand della fiera) e in molti altri modi”.

Come coinvolgere il grande pubblico?

“Artissima è una fiera molto attenta al grande pubblico e ci siamo posti domande su come avvicinarlo e renderlo partecipate anche con uno sguardo non prettamente commerciale. Per questo lanceremo, insieme a Lancia Y, un programma di visite guidate: Ypsilon St’Art Percorsi in Fiera”.

Marzena Nowak, Bread with Soil, 2014-2015 Courtesy Galerija Gregor Podnar

Marzena Nowak, Bread with Soil, 2014-2015 Courtesy Galerija Gregor Podnar

Quali sono le novità di questa edizione?

1 – Opium Dem: Maurizio Vetrugno cura e allestisce la vip lounge in stile orientale, ispirandosi agli arredi di un luogo poco conosciuto a Torino, Villa della Regina. La realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con il MAO, Museo di Arte Orientale di Torino.

Così ne parla Vetrugno: “Il fatto che la Vip Lounge sia uno spazio funzionale è una sfida in se stessa, paradossalmente sarebbe più facile allestire una mostra in un museo che in uno spazio che serve a servizi. In primo luogo abbiamo voluto rendere intimo uno spazio che per definizione non lo è (la balconata su cui interveniamo è molto esposta). Una delle motivazioni del progetto nasce da una serie di collezioni che ho accumulato nel corso degli anni, avendo vissuto a lungo in Oriente e avendo sperimentato la caccia agli oggetti. La Cina è stato il fulcro di tutto questo, perché ha permeato di sé tutta la cultura orientale. Si svilupperà anche l’incrocio con alcuni musei poco conosciuti in città, soprattutto Villa della Regina con le sue quattro stanze di stampo orientalista sconosciute ai più, fatte in Piemonte nel periodo Barocco, in cui tutta Europa era soggetta all’influsso orientale. L’operazione è stata quella di agire sulle stanze ricontestualizzando gli oggetti e realizzando una tappezzeria. Inoltre abbiamo voluto dare un nuovo valore e senso alla definizione di ‘decorazione’: vogliamo creare un flusso in cui la decorazione giochi contro se stessa: il labirinto che si andrà a costruire prevede una sovrapposizione di strati. Ad un artista di Los Angeles ho chiesto di occuparsi del pavimento, ispirato a Torino. Sarà uno spazio completamente immersivo nella e mediante la decorazione. L’immagine da cui sono partito fa pensare al tweed: una materia tessuta che a prima vista può sembrare di colore grigio, ma nella tessitura ci sono fili di colori inaspettati. Mi auguro di poter confutare quella citazione di Ennio Flaiano che dice che la cosa più noiosa che sentire raccontare la Cina è la Cina stessa”.

2 – Ypsilon St’Art Percorsi in Fiera: giovani mediatori guideranno il pubblico interessato in una visita guidata alle diverse sezioni della fiera, spiegando i concetti dell’operare contemporaneo, i materiali e la loro evoluzione nell’arte, i nuovi linguaggi espressivi… Un modo per avvicinarsi ad un mondo, quello dell’arte contemporanea, ai più ancora sconosciuto. Il tutto gratuitamente e su appuntamento.

3 – UniCredit Art advisory: un appuntamento di consulenza gratuita affidato al Private Banking di UniCredit, con lo scopo di guidare il collezionista (quello esperto e, soprattutto, quello alle prime armi) negli aspetti legali, fiscali e assicurativi della compra-vendita dell’opera d’arte.

4 – In Mostra: Stefano Collicelli Cagol curerà una sezione, all’interno della fiera, in cui saranno esposte opere di 30 diversi artisti provenienti dalle collezioni di arte contemporanea e dalle istituzioni artistiche del Piemonte. Il titolo della mostra è “Inclinazioni”: uno spunto per riflettere su un particolare modo di relazionarsi all’arte, ma anche una metafora di un punto di vista “obliquo”, “inconsueto” rispetto al comune.

Racconta Stefano Collicelli Cagol ne parla: “Rispetto agli anni scorsi, il progetto “In mostra” coinvolge musei e istituzioni torinesi sotto forma di vera e propria mostra dal taglio curatoriale. L’idea del tema dell’ inclinazione è nato dal pensare cosa significa rappresentare un sistema regionale in fiera. Cosa contraddistingue il Piemonte? Ha le sue fondazioni importanti (Sandretto e Merz), musei importanti come quello di Rivoli, ma anche istituzioni più piccole. La stessa pianta urbana di Torino mi è servita per sviluppare un approccio che potesse esprimere le diverse sfaccettature del Piemonte. ‘Inclinazione’ come nuova possibile postura per ripensare allo stesso concetto di rettilineo, come riferimento alle inclinazioni politiche, individuali, sessuali, di genere, ma anche artistiche. Vogliamo instaurare una relazione diretta con gli spazi della fiera e con gli stand. Ci saranno da Felice Casorati a Tancredi, da Andrea de Stefano a Borgonovo… Artisti che hanno attraversato in modo diverso il territorio piemontese. Senza contare che l’allestimenti interagirà con lo spazio della fiera, in modo più evidente e coinvolgente”.

5 – Con/TEXT: sebbene la creazione di quest’area all’interno della fiera risalga al 2012, quest’anno c’è una grande novità. Non si limiterà ad essere quello spazio della fiera in cui scoprire libri e magazine di arte contemporanea – presi dal Bookshop di Artissima; dagli stand dei più consolidati magazine del settore; dal Book Corner, in cui istituzioni, gallerie e case editrici presentano cataloghi e progetti speciali -, ma diverrà una vera e propria redazione live in cui le testate d’arte più accreditate collaboreranno e dialogheranno tra loro per creare contenuti editoriali relativi al week end fieristico. Il tutto è coordinato dalla nostra testa ATPDiary, sotto la supervisione di Elena Bordignon. Seguite le news su #ArtissimeLive

6 – Artissima.it: viene lanciata la nuova versione del sito della fiera, ripensata per accompagnare il pubblico di Artissima sui social e in mobilità.

7 – Meeting Point by La Stampa: musei, istituzioni e realtà dell’arte cureranno conversazioni e dibattiti su alcune delle tematiche fondamentali della contemporaneità.

8 – Zonarte: workshop, laboratori, incontri, tavoli di confronto aperti a giovani, famiglie e operatori culturali vengono offerti dai Dipartimenti Educazione del network Zonarte.

Oltre alle novità, ritornano le sezioni degli scorsi anni.

Main Section: Artissima dà il benvenuto a 133 gallerie, di cui due terzi straniere, tra le più consolidate e rappresentative della scena d’arte mondiale.

New Entries: è la sezione dedicata a 24 (21 straniere) interessanti giovani gallerie nel panorama internazionale, per la prima volta ad Artissima e con meno di cinque anni di attività alle spalle.

Art Editions: spazio dedicato a edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei di 7 gallerie.

In più, le tre sezioni monografiche curate.

Present Future: in un’area centrale della fiera si tiene un percorso espositivo che raccoglie le opere – realizzate appositamente per la fiera – di 20 talenti emergenti, selezionati da una rosa di curatori internazionali. Il tutto è curato da Luigi Fassi, con Fatima Hellberg, Lara Khaldi, Natalia Sielewicz e Fatos Üstek.

Ecco le parole di Luigi Fassi: “Artissima si è dotata nel 2001 di questa sezione, focalizzata su artisti di giovane formazione. Tre distinte storie: dei curatori che con me scelgono i venti artisti, i curatori cambiano, vengono da geografie ed esperienze diverse. Quest’anno ci sono quattro donn curatrici provenienti da Germania, Polonia, Turchia e Paesi arabi. Anche tra gli artisti la maggioranza è composta da donne. La fiera guarda in avanti a lungo termine e con ciò vogliamo sorprendere i collezionisti. Non ci interessa proporre artisti ‘rassicuranti’, ma stupire con le nostre scelte. Da questa sezione sono passati artisti che poi hanno fatto la storia dell’arte di questi anni; ad Artissima costavano poche migliaia di euro. Pensa a Jeremy Deller, Ryan Trecartin, Tobias Putrih… La sezione prevede che ogni artista debba essere accompagnato dalla galleria che lo rappresenta. (…) In fiera di intrecciano tre storie: quella degli artisti, dei collezionisti e delle gallerie. In più il Premio Illy, che ha curatori che visitano la sezione, parlano con gli artisti e poi scelgono il vincitore che esporrà in segui al Castello di Rivoli. E’ una sorta di momento di choc per i curatori che conoscono artisti di cui erano all’oscuro. L’anno scorso è successo così con la vincitrice Rachel Rose, che giunse del tutto sconosciuta e tra poco avrà anche una personale alla Serpentine di Londra: è la perfetta parabola di ciò che si cerca di fare.”

Back to the Future: è la sezione che propone opere di 28 artisti importanti e affermati del decennio 1975-1985. E’ curata da Eva Fabbris, con la partecipazione di João Fernandes, Elena Filipovic,ì e Beatrix Ruf.

Così ne parla la curatrice: “E’ l’espressione massima della capacità di Artissima di basarsi su una continuità di discorso critico. Alcuni curatori dell’anno scorso ritornano quest’anno: questo perché l’anno scorso, durante i lavori di selezione e preparazione della sezione, si è individuata la ricerca che consente di guardare ai posteri rivolgendosi al passato. Proponiamo anche una sfida forte per i galleristi: allestire uno stand monografico con un progetto che renda riconoscibile la pratica dell’artista, ma anche perché è rimasto impigliato tra le maglie della critica e della storia dell’arte di quel periodo (e che va dunque promosso e riscoperto, nda). Ci siamo detti di provare ad andare più a fondo, per capire se c’è un tema un po’ meno esplorato: ’75 – ‘85 è un decennio che difficilmente si storicizza, proprio perche ha avuto alle spalle un periodo molto complesso. E’ spesso identificato come quello che eredita il periodo precedente e prepara a quello successivo. Guerra fredda, scoperta dell’HIV, società ormai priva delle speranze settantottine: scegliamo quindi figure di quel periodo che hanno lanciato ami critici verso la contemporaneità. La specialità è che abbiamo deciso di proporre, accanto a stand più canonici con una raccolta di opere, è quella di allestire delle vere e proprie mostre: non solo esposizione di opere negli stand, ma l’affondo in uno specifico caso espositivo per dare un senso di ri- attraversamento del passato verso futuro. Lo suggerisce lo stesso nome della sezione, Back to the Future ”.

Clegg & Guttmann TabaBasco, 1985 Cibachrome mounted Cibachrome on wood, framed 34cm x 43cm Courtesy Mirko Mayer gallery

Clegg & Guttmann TabaBasco, 1985 Cibachrome mounted Cibachrome on wood, framed 34cm x 43cm Courtesy Mirko Mayer gallery

PER4M: in uno spazio apposito della fiera, si esibiranno 12 artisti in atti performativi. Nata l’anno scorso, tale sezione è la prima, a livello mondiale, che permette a performer di esibirsi in ambito fieristico. A cura di Simone Menegoi, con Sophie Goltz e Chris Sharp.

Le parole del curatore: “Siamo alla seconda edizione di PER4M. La sua peculiarità è quella di essere l’unica sezione nel panorama delle fiere internazionali dedicata alle performance: è una sezione della fiera e non un programma collaterale. E’ una sezione commerciale, espressione delle gallerie che rappresentano i performer. Sin dall’inizio c’è stata la sfida di prendere atto per primi di una tendenza del mercato dell’arte, che dura da almeno un decennio, di aver fatto della performance stessa un’opera che è oggetto di transazione commerciale. Venduta e comprata è la performance stessa, coma partitura o coreografia che, sotto la supervisione dell’artista e con la volontà del collezionista, viene riattivata di volta in volta. (…) La sezione è più ristretta rispetto all’anno scorso (12 anziché 16 proposte). Molte performance hanno un elemento di sorpresa e di impatto. Abbiamo creato uno spazio apposito, ma alcuni artisti hanno voluto invadere anche altri spazi”.

Infine, l’elenco dei premi:

Premio Promos Scalo Milano New Entries: alla galleria più capace a selezionare e promuovere giovani artisti internazionali nell’omonima sezione. Il vincitore potrà realizzare un’installazione site specific negli spazi di Scalo Milano ad oggi in costruzione, nell’ambito del progetto Piazze d’Artista.

Premio Reda: nato quest’anno, è rivolto agli artisti under 35 che utilizzano il linguaggio della fotografia. Al vincitore la possibilità di realizzare una pubblicazione monografica con un prestigioso editore del settore.

Premio Fondazione Ettore Fico: dedicato ad un artista per ciascuna sezione della fiera. Chi vince sarà sostenuto nella creazione di un progetto editoriale o nella realizzazione di una mostra dell’artista vincitore.

Premio illy Present Future: sostenuto da illycaffè dal 2001, è assegnato all’artista considerato più interessante da una giuria internazionale. Il vincitore avrà l’opportunità di fare una mostra negli spazi del Castello di Rivoli da inaugurarsi in concomitanza con la successiva edizione della fiera. Quest’anno la mostra è dedicata a Rachel Rose, vincitrice della quattordicesima edizione del Premio.

Premio Sardi: di 5.000€, è riservato alla galleria col progetto espositivo più interessante tra quelle che partecipano alla sezione Back to the Future, dedicata alle avanguardie.

Prix K-Way Per4m: del valore di 10.000€, è rivolto al performer più accattivante che si esibirà in fiera.

Testi raccolti da Marco Arrigoni

Roman Signer, Installation III Utrecht, 1982, Courtesy Galerie Martin Janda, Wien

Roman Signer, Installation III Utrecht, 1982, Courtesy Galerie Martin Janda, Wien

Daiga Grantina, Crashino, 2014 Galerie Joseph Tang

Daiga Grantina, Crashino, 2014 Galerie Joseph Tang

Fayçal Baghriche, Atlas Series #4, 2015 Courtesy Galerie Jérôme Poggi, Paris

Fayçal Baghriche, Atlas Series #4, 2015 Courtesy Galerie Jérôme Poggi, Paris