Miart 2015,  Milano

Miart 2015, Milano

Capitanata per il terzo anno dal curatore Vincenzo De Bellis, con 154 gallerie, di cui ben il 46% estere, è suddivisa nelle sezioni Established, Emergent, THEnow ed Object.

Leggi l’articolo che abbiamo scritto a riguardo  

Di seguito gli interventi dei relatori presenti alla conferenza stampa d’inaugurazione.

Michele Perini (Presidente di Fiera Milano)

Quando abbiamo iniziato, era una manifestazione di carattere locale, certo non di quartiere, ma sicuramente non di attrattività internazionale. Oggi porta più del 40% delle gallerie dall’estero. L’obiettivo è arrivare al 50%, con un pareggio tra gallerie italiane ed estere. Ovviamente l’importante non è la nazionalità, ma il contributo delle gallerie. miart è diventata un gioiellino considerando da dove siamo partiti, è una chicca. Sono certo che la manifestazione avrà successo e che i galleristi venderanno: perché i danè en banca i vale pò nient!

Filippo Del Corno (Assessore alla Cultura di Milano)

miart è una manifestazione privata dal grande riscontro pubblico: arte, linguaggi, mercato. Indipendentemente che le istituzioni siano pubbliche o private, se si occupano dei nuovi linguaggi dell’arte devono essere alleate. E questo in tre anni è avvenuto. Il ruolo di De Bellis è stato ed è  prezioso e carismatico: con l’art week durante miart ha costruito un palinsesto l’anno scorso potentissimo, quest’anno ancora di più. Hanno aperto Arts&Foods in Triennale; Juan Munoz all’Hangar; David Bailey al PAC…: i visitatori che arrivano a miart hanno così la possibilità di visitare più esposizioni. La città diventa un laboratorio di idee che accompagna la fiera. 

Vincenzo De Bellis (Direttore Artistico)

La regia di tutto è stata fatta dall’amministrazione pubblica, io ho solo pungolato con insistenza tutti quanti. Le tre edizioni fatte finora sono eventi molto complessi rispetto alle precedenti, che toccano molte più persone e diventano catalizzatori e amplificatori di quello che succede in città, e vanno colte in questo aspetto, altrimenti si perde il senso di cosa le fiere siano ora. Le fiere mostrano tutte le novità e tendenze. Il lavoro che stiamo facendo è inteso in questo senso e tutte le amministrazioni pubbliche e private sono coinvolte in questo. 

Per quanto riguarda l’interno della fiera, a me interessa soprattutto che venga apprezzato quanto c’è esposto in fiera. Sono due gli elementi che vi invito ad osservare: in generale, si riuniscono attorno alla parola qualità. In questo momento il mondo dell’arte, uno dei pochi che non ha subito troppo la crisi economica, si sta orientando sempre più verso la qualità e noi da tre anni abbiamo alzato la qualità di quanto si vede a Milano. Chiediamo un’enorme attenzione alle gallerie per ciò che viene esposto. L’altro elemento è l’approfondimento, che facciamo con una serie di focus (stand personali, quest’anno più di venti) sui singoli artisti. Questo, poi, richiede uno sforzo da parte delle gallerie. Un altro aspetto importante è ciò che per tre giorni si tiene in miartalks. Abbiamo un programma di conferenze che in tre anni ha portato più di cento tra curatori, architetti, galleristi, designer che si sono confrontati su temi diversi.

Miart 2015, Milano Miart 2015, Milano .

Miart 2015,  Milano

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Miart 2015,  Milano

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