Diego Perrone Courtesy Massimo De Carlo,   Milan

Diego Perrone Courtesy Massimo De Carlo, Milan

Opening 17 gennaio
Massimo De Carlo
 — 
Diego Perrone (via Ventura)

In collaborazione con la galleria Casey Kaplan, negli spazi di via Ventura Massimo De Carlo inaugura la mostra Herbviorous Carnviorous di Perrone, in cui verranno presentate nuove sculture di vetro colato e una serie di disegni. Perrone indaga spazi e luoghi di periferia, ai confini con le città e con la massificazione, quelli delle campagne, delle morbide curve collinari, delle erbose rive dei fossi, dove sembra scorrere, in apparenza, la vita dei solitari, degli esclusi, di chi si accontenta. “Qui l’artista sfida la nozione borghese di normalità giocando con sensazioni sospese tra il familiare e il perturbante, il personale e l’impersonale e la natura ambivalente del sentimento del vuoto, travolgente e rasserenante allo stesso tempo”.

Opening 17 gennaio
Francesca Minini — Riccardo Beretta

È la prima personale dell’artista milanese alla galleria Francesca Minini. Per maggiori informazioni sull’artista www.riccardoberetta.com

Opening 17 gennaio
La Triennale di Milano  — The Great Learning, collettiva

Curata da Marco Scotini, la mostra cade nel decimo anniversario dell’istituzione del corso di Visual Arts alla NABA di Milano. Quasi come una sorta di anello finale di una catena di mostre che comprende anche le precedenti Learning Machine. Art Education and Alternative Production of Knowledge (2010) e Theatre of Learning (2015), l’esposizione includerò i lavori di 30 artisti emergenti. “Pensata come una ricerca sull’apprendimento […] come riflessione sull’educazione artistica e i processi di conoscenza che tentano di interrogare la produzione intellettuale contemporanea e le pratiche che l’accompagnano: NABA non è pensata solo come il luogo della formazione ma anche come lo spazio stesso dove questa viene messa in discussione”.

Claudia Losi - De Cardenas,   Milano

Claudia Losi – De Cardenas, Milano

Opening 18 gennaio
Monica de Cardenas
 — Claudia Losi

Capanne fatte di gambi di rose fusi in bronzo (ci proteggono o ci feriscono?); insetti pungenti in argento; immagini di ovuli umani fecondati (o sono forse galassie celesti?); globuli setosi appesi a soffitto; teli di seta pura tinti con colori vegetali e sovrapposti l’uno sull’altro, con stampati animali accostati per somiglianza; proiezioni e immagini di farfalle e falene seguite nelle fasi della loro vita… Queste sono solo degli accenni delle opere che Claudia Losi presenterà in galleria, nella mostra intitolata Asking Shelter. “Ancora una volta la vulnerabilità e la ricerca di protezione diventano sinonimo del desiderio umano di trovare un conforto, un significato nelle cose che ci circondano. Un ecosistema aperto che accoglie ma che può respingere, che muta di qualità e può diventare altro da sé”.

Opening 19 gennaio
Kaufmann Repetto
 — Gianni Caravaggio 

La mostra si intitola Sais, riprendendo il titolo del romanzo di Novalis, I discepoli di Sais. Caravaggio propone una riflessione sulla distanza tra uomo e natura percepita nella vita reale e nell’immaginazione. Quanto sappiamo della natura, per davvero? E in quali condizioni si sviluppa un profondo rapporto tra i due? “La vastità intima, interiore della natura”, percepita come “abisso incommensurabile” definito “in una relazione di umiltà meravigliata” (per usare parole di Gianni Caravaggio), conduce però inevitabilmente alla percezione di noi stessi e di qualcosa che sta sopra di noi. “E’ tale relazione di umiltà meravigliata con la natura che forma il principio di queste opere. Vi è un’armonica complicità tra visione sensibile concreta e la sua complementare espressione linguistica (il titolo) che crea il senso nella pura immaginazione”.

Nella stessa serata inaugura anche la persona di Bruce M. Sherman

Gianni Caravaggio The horizon is laying on a cloud while the sun is crossing,   2016 fishing line,   light blue and yellow cotton thread 240 × 300 cm - courtesy of the artist and kaufmann repetto,   Milano/New York

Gianni Caravaggio The horizon is laying on a cloud while the sun is crossing, 2016 fishing line, light blue and yellow cotton thread 240 × 300 cm – courtesy of the artist and kaufmann repetto, Milano/New York

Opening 19 gennaio
Lisson Gallery
 — Broomberg & Chanarin

Saranno presentate otto serie di fotografie realizzate in dieci anni a partire dal 2006. La fotografia assume un valore antropologico, politico, investigativo: diventa una sorta di etnografia concettuale, sempre rivolta a scovare una presenza umana… Utilizzando spesso immagini non descrittive o narrative, gli scatti vogliono spesso arrivare all’indecifrabile e all’ineffabile, nella timida intenzione della sua descrizione. Come quando il duo di artisti ha seguito l’esercito britannico in Afganistan e della guerra ha restituito solo immagini astratte, prive di referenti concreti. “The idea of staging, rehearsal and artifice relates to the artists’ on-going interest in German poet Bertold Brecht and his experiments in poetry and theatre”.

BLITZ,   Liliana Moro e Francesco Fonassi - Renata Fabbri arte contemporanea

BLITZ, Liliana Moro e Francesco Fonassi – Renata Fabbri arte contemporanea

Opening 19 gennaio
Renata Fabbri arte contemporanea — BLITZ, Liliana Moro e Francesco Fonassi

La galleria in via Stoppani presenta un progetto a quattro mani dove il suono è il protagonista. L’artista classe ’61 si confronta con il giovane bresciano in un fitto dialogo dove scultura e suono interagiscono tra di loro in galleria.

Q: Please list any unusual geographic, geological, or other features in your area.
A: Corn. Corn is everywhere. – Rich in iron ore, many closed mineshafts, foothills of the Appalacian Mtns, sinkholes. Drained and filled-in lake. – There is some kind of telcommunications station 1 1/2 miles down the road, behind a shop called The Warmth Company at 140 Post Office Drive (cross street Soquel Dr.). It has very serious warning signs posted around it referencing cancer. I’ll get more details on it and edit this file (if it’s possible to edit). – There are a lot of hills where I live.
Q: Does the sound ever stop?
A: Not yet – Not really. Only if I move my head, but it comes back when I stop. It will stop if I play music, but it’s still there, just not as perceptible – In blackouts – Brief intermittent stops, but consistent periods of “droning” from 10pm to 730 am. – I really only hear it when it rains heavily

Opening 24 febbraio
Viasaterna
 — Mario Milizia

Poesie, arazzi, piccoli dipinti realizzati sovrapponendo smalto per unghie e bianchetto su dipinti di pittori spagnoli riprodotti nel catalogo della collezione permanente del Museo Thyssen di Málaga. Ma anche due sculture: una è un modello di un’architettura utopica, a metà tra perfette proporzioni e impossibilità funzionale, l’altra ripropone un “controcuore”, la   “struttura di ghisa frapposta tra la bocca del camino e la sua cornice in marmo. Elemento di raccordo, protezione, adattamento, è anche il titolo del libro in cui Milizia affianca alcune sue poesie, scritte nel 1992, all’analisi del suo DNA, eseguita attraverso il Genographic Project e tesa a ricostruire le sue origini ancestrali, che si sono rivelate greche, spagnole e portoghesi”.

Mario Milizia Senza titolo,   2016 Arazzo,   cm 220x145 - Courtesy Viasaterna,   Milano

Mario Milizia Senza titolo, 2016 Arazzo, cm 220×145 – Courtesy Viasaterna, Milano

Opening 25 gennaio
Massimo De Carlo
 — Gianfranco Baruchello (Palazzo Belgioioso)

La mostra prende in esame lavori di Baruchello composti in tutta la sua carriera, a partire dagli anni Sessanta sino al 2016. Il titolo Greenhouse indica che il tema privilegiato della mostra è la relazione dell’artista con la natura, sviluppata negli anni a partire dalla decisione di trasferirsi nella campagna romana nel ’73. In particolare l’analisi della natura come linguaggio, modo di essere e sistema di pensiero si sviluppa grazie all’esperienza nell’Agricola Cornelia, una fattoria in collina dove lui ha vissuto e lavorato fino al 1998. Scultura, pittura, land art diventano tentativi con cui sondare, interpretare e cercare di inserirsi nel flusso naturale che ci circonda, ma a cui spesso siamo completi estranei. “Greenhouse rappresenta il compendio di un’esplorazione appassionata – lunga una vita – negli spazi, le forme e i territori di quell’area indefinita e onirica dove si accorcia la distanza tra sé e l’altro”.

Gianfranco Baruchello Courtesy Massimo De Carlo

Gianfranco Baruchello Courtesy Massimo De Carlo

Opening 31 gennaio
Federica Schiavo
 — Clara Brörmann

L’artista tedesca nella mostra Horizont presenta una selezione di nuove tele in cui approfondisce la gestualità della sua pratica, indaga l’utilizzo dei colori e studia la creazione delle forme. Il tutto fa la spola tra la creazione e la distruzione di forme geometriche e grafiche, tra immagini create prima e strati di colore messi dopo… per arrivare alla percezione di una struttura narrativa e coerente. “Intricate in their construction and condensed in their temporality, Brörmann’s paintings oscillate between composition and coincidence, in a merger of medium and image”.

Testi raccolti da Marco Arrigoni

Broomberg & Chanarin,   Trace Evidence -  Lisson,   Milan

Broomberg & Chanarin, Trace Evidence – Lisson, Milan