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Mi diverte sempre l’atteggiamento imprevedibile di chi usa gli oggetti in modo ‘sbagliato’. L’altra sera sono stata al mercatino MFM (Mousse Flea Market) organizzato dal magazine e casa editrice Mousse, in occasione del loro trasloco da via Col di Lana a  De Amicis. Che c’era di così divertente? Hanno usato a mò di carta da parati molti dei loro impaginati  di cataloghi, libri e riviste.
Nella prima stamza, a coprire le pareti, le pubblicazioni dei Peep-Hole, nel corridoio ho riconosciuto ‘All’Aperto – Fondazione Zegna, il catalogo per il padiglione danese (se non sbaglio) e molte copertine di cataloghi.
Non volendo arrivare troppo tardi (rischiando di perdere le ‘buone occasioni’), sono arrivata troppo presto (perdendomi l’atmosfera festaiola, tipica degli appartamenti post-trasloco). Mi offrono una birra e percorro il lungo corridoio dell’ex-redazione. Ho la fortuna di poter tranquillamente sfogliare i tantissimi (ma non tutti), libri ‘made by Mousse’. Nel vederli tutti assieme mi stupisco della qualità e quantità di libri e cataloghi prodotti.
C’era la stanza  ‘for free’ (portati a casa gratis quello che ti pare), una stanza per i vecchi numeri di Mousse (1 issue 2 euro – 5 issues 5 euro), una per i libri a prezzi scontatissimi, una stanza per bere e una per ballare.
Riesco a comprarmi – per il prezzo veramente stracciato di 25 euro – una decina di libri. Dal fresco di stampa ‘Liam Gillick and Lawrence Weiner. A Syntax of Dependency’ alla chicca ‘Navid Nuur. Bored at the Museum. Bored at the Studio’.   Grazie a dei piccoli libricini ho scoperto il  progetto di Adrien Missika in Europa, che il ‘gioccattolo’ preferito di Davis Lamelas è il tempo libero (Drawing Room Confessions – Issue #4) e che se si sfoglia veloce  il catalogo ‘Ragnar Kjartansson. Me and My Mother’..  si vede la madre dell’artista che gli sputa addosso…
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Cosa mi sono comprata?